Il NICE aggiunge dacomitinib come opzione per l’NSCLC con mutazioni dell’EGFR

  • National Institute For Health and Care Excellence

  • Kelli Whitlock Burton
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • Il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) ha pubblicato raccomandazioni basate sull’evidenza che confermano la terapia di prima linea con dacomitinib per gli adulti con tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) positivo per mutazioni del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (epidermal growth facotr receptor, EGFR) localmente avanzato o metastatico.

Perché è importante

  • L’aggiunta di dacomitinib offre ai pazienti un’altra alternativa di prima linea per l’NSCLC EGFR+.

Punti salienti

  • Il trattamento di prima linea per l’NSCLC positivo per mutazioni dell’EGFR localmente avanzato o metastatico prevede di solito afatinib, erlotinib o gefitinib, sebbene nella pratica clinica del servizio sanitario nazionale britannico sia utilizzato più comunemente afatinib.
  • La sperimentazione randomizzata di fase 3 ARCHER 1050 2017 ha indicato che dacomitinib ottiene una sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) migliore rispetto a gefitinib (14,7 vs. 9,2 mesi; HR: 0,589; IC 95%: 0,47–0,74).
    • L’analisi esplorativa ha evidenziato anche una sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) migliore (34,1 vs. 26,8 mesi; HR: 0,760; IC 95%: 0,58–0,99).
    • Dacomitinib era associato a una maggiore incidenza di eventi avversi e può rendere necessario un numero maggiore di riduzioni della dose.
  • Un confronto indiretto non ha evidenziato alcuna differenza tra dacomitinib e afatinib in termini di PFS (HR: 0,80; IC 95%: 0,57–1,12) o di OS (HR: 0,88; IC 95%: 0,61–1,29).