Il modello di cure oncologiche domiciliari è sicuro e preferito dai pazienti

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Conclusioni

  • Trasferire alcune componenti delle cure oncologiche dalle cliniche ambulatoriali alle case dei pazienti è sicuro, fattibile e favorevole per la maggior parte dei pazienti.

Perché è importante

  • Benché vari Paesi abbiano adottato diffusamente il modello di cure oncologiche domiciliari, gli Stati Uniti sono stati più lenti a farlo, a causa di timori in merito a sicurezza, fattibilità e costi.

Disegno dello studio

  • In una sperimentazione randomizzata e controllata, i partecipanti sono stati assegnati a ospedalizzazione domiciliare oncologica (oncologic home hospitalization, OHH; n=74) o allo standard di cura (standard of care, SOC; n=74) e sono stati seguiti per 12 settimane.
  • All’interno del gruppo OHH, 5 pazienti sono stati assegnati al protocollo di OHH completa e 69 a OHH parziale.
  • I partecipanti allo studio includevano pazienti residenti a una distanza di 30 minuti in auto dall’ospedale e con una diagnosi di tumore a causa della quale stavano cominciando o ricominciando il trattamento attivo con intento curativo, palliativo o di supporto.

Risultati principali

  • I pazienti assegnati a OHH completa hanno avuto in media un numero inferiore di visite ospedaliere rispetto al gruppo assegnato al SOC (5,6 vs. 13,2; P=0,011).
  • I pazienti assegnati a OHH parziale hanno evidenziato una riduzione del 45% per visita dei tempi di attesa del trattamento rispetto al gruppo assegnato al SOC (2,6 vs. 4 ore; P<0,001).
  • L’88% dei pazienti assegnati alla OHH ha riferito di essere molto soddisfatto del modello e il 77% ha affermato che ha avuto un effetto positivo sulla qualità della vita (quality of life, QoL).
  • Complessivamente, il 60% dei pazienti in entrambi i gruppi dello studio preferiva la OHH al SOC.

Limiti

  • I volumi di pazienti erano relativamente bassi.