Il miglior test per lo screening del cancro del colon secondo il BMJ


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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Molte linee guida raccomandano lo screening per la diagnosi precoce del cancro del colon-retto ma variano la tipologia di test, l’età e la frequenza. La revisione del British Medical Journal analizza quattro opzioni: test immunoistochimico per la ricerca del sangue occulto nelle feci (FIT) con cadenza annuale, FIT ogni due anni, sigmoidoscopia singola o colonscopia singola (solo a seguito di FIT o sigmoidoscopia positiva).

 

Le modalità di valutazione

Le raccomandazioni del BMJ sono applicabili ad adulti tra in 50 e i 79 anni che non abbiamo sintomi pregressi di cancro del colon-retto e una aspettativa di vita di almeno 15 anni.

Il rischio individuale deve essere valutato con un sistema standardizzato. La linea guida suggerisce l’uso del calcolatore QCancer, che valuta il rischio sulla base di età, sesso, etnia, indice di massa corporea, fumo, anamnesi familiare e personale.

Per identificare il test più adatto è stato organizzato un panel comprendente pazienti, oncologi clinici e metodologi per produrre le raccomandazioni secondo il sistema GRADE. Per fornire materiale informativo al panel, è stata preliminarmente condotta una revisione sistematica dei trial clinici pubblicati negli ultimi 15 anni con indicazioni di benefici e danni delle diverse tecniche. Il panel ha anche discusso i problemi pratici e l’impatto globale di ciascuna tecnica.

Sulla base della propria esperienza, il panel ha stimato l’entità del beneficio in grado di incentivare un cittadino medio a scegliere l’adesione allo screening e l’ha utilizzata come limite per mettere a punto le proprie raccomandazioni.

 

Le conclusioni

  • Negli individui con rischio di cancro del colon-retto a 15 anni inferiore al 3 per cento, gli autori della revisione raccomandano di non fare screening perché le prove a sostegno della sua utilità sono troppo deboli.
  • Negli individui con rischio a 15 anni superiore al 3 per cento, lo screening è raccomandato.
  • In generale, emerge una incertezza sostanziale (ovvero un basso livello di prove) a sostegno dello screening a 15 anni in termini di benefici, danni e impatto. Le stime dimostrano che tutte e quattro le tecniche prese in esame danno risultati analoghi in termini di riduzione della mortalità.
  • Il FIT ogni due anni potrebbe avere scarso o nessun effetto sull’incidenza di cancro lungo un periodo di 15 anni, mentre il FIT annuale, la sigmoidoscopia e la colonscopia possono ridurre l’incidenza, sebbene il FIT incida in modo minore. In Italia, lo screening raccomandato dal ministero della Saluite è il test del sangue occulto nelle feci ripetuto ogni due anni dai 50 ai 69 anni.
  • Gli effetti collaterali gastrointestinali e cardiovascolari sono rari. La grandezza dei benefici dipende dal livello di rischio indiviuduale.
  • Sulla base del bilancio tra rischi e benefici e dell’impatto dello screening, il panel ha ipotizato che le persone più informate, con un rischio a 15 anni di cancro del colon-retto del 3 per cento o più probabilmente sceglierebbero di sottoporsi al test, mentre la maggior parte delle persone con rischio inferiore al 3 per cento probabilmente rifiuterebbe.
  • Data l’ampia variabilità dei valori e delle preferenze indivuali, l’approccio ottimale prevede una presa di decisione condivisa tra il medico e il paziente.