Il matrimonio protegge dalle malattie cardiovascolari e dalla mortalità loro correlata


  • Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • Lo stato civile dovrebbe essere considerato nella valutazione del rischio cardiovascolare (RCV), dal momento che le persone non sposate hanno un maggior rischio di malattie cardiovascolari (CVD) e coronaropatia (CHD) e una maggiore mortalità per infarto e ictus rispetto a quelle sposate.
  • I divorziati hanno una maggiore incidenza e mortalità per CHD e ictus rispetto alle persone sposate.
  • Per i vedovi, invece, solo l’incidenza di ictus è ugualmente elevata in entrambi i sessi.
  • Dopo un infarto, la mancanza di un compagno si associa a una mortalità maggiore di oltre il 40% rispetto ai pazienti coniugati.

Descrizione dello studio

  • Ricerca su MEDLINE ed Embase di studi condotti in tutto il mondo, senza limite di lingua, a partire dal 2000, che valutassero il RCV o la mortalità dopo evento CV in relazione allo stato civile (non sposato vs sposato, con eventuale distinzione tra mai sposato, divorziato o vedovo).
  • Outcome considerati: incidenza o mortalità per CVD, CHD o ictus.
  • Metanalisi a effetti casuali stratificata per tipi di popolazione rischio cardiovascolare con metodo PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analysis)

Risultati principali

  • Sono stati selezionati 34 studi comprendenti oltre 2 milioni di persone.
  • Non sposati (mai sposati, divorziati o vedovi) vs sposati: OR per CVD 1,42 (IC 95% 1,00-2,01), CHD 1,16 (IC 95% 1,04-1,28), mortalità per CHD 1,43 (IC 95% 1,28-1,60) e mortalità per ictus 1,55 (IC 95% 1,16-2,08).
  • Distinguendo tra le diverse situazioni, si osserva in entrambi i sessi un aumento significativo (P
  • I single hanno inoltre una maggiore mortalità degli sposati dopo infarto (OR 1,42, IC 95% 1,14-1,76).

Perché è importante

  • Le CVD rappresentano un’importantissima causa di mortalità e morbidità e per ridurne il carico è importante individuarne i fattori di rischio, a tutt’oggi noti solo per l’80%.