Il livello di istruzione influisce sul rischio di tumore gastrico


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Una vasta metanalisi, i cui risultati sono appena stati pubblicati dalla rivista International Journal of Cancer, ha consentito di fare una stima quantitativa della relazione tra condizione socioeconomica e rischio di tumore gastrico. È infatti noto che la condizione socioeconomica determina la disponibilità di risorse culturali, materiali e sociali che si traducono in vantaggi negli stili di vita e nell’accesso ai servizi che possono influenzare morbilità e mortalità di malattie non trasmissibili, tra cui il cancro.

Gli autori della metanalisi hanno utilizzato il livello di istruzione come indicatore del livello socioeconomico dei partecipanti a 25 studi confluiti nelloStomach cancer Pooling (StoP) Project”, un consorzio internazionale di studi caso-controllo sul tumore dello stomaco. Analizzando i dati individuali di circa 10.000 pazienti con tumore gastrico e 24.000 controlli, è emerso che un buon livello di istruzione si associa a una probabilità del 40% più bassa di sviluppare un tumore gastrico. Questa relazione inversa appare più forte per i soggetti Helicobacter pylori-negativi che per quelli Helicobacter pylori-positivi, tuttavia questo dato non è statisticamente significativo.

“La disparità nel rischio di tumore gastrico per individui di classi sociali differenti è stata attribuita a una distribuzione non omogenea dei fattori di rischio legati agli stili di vita che favorisce le persone delle classi più elevate; sembrano contare in modo particolare fumo, alcol e abitudini alimentari - spiega Matteo Rota, professore di Statistica Medica dell’Università di Brescia e primo autore dell’articolo, che aggiunge – Tuttavia, quando abbiamo corretto l’analisi per questi fattori, l’intensità dell’associazione è rimasta forte, a suggerire che la riduzione del rischio di tumore gastrico che si associa a un’elevata condizione socioeconomica è da ricondurre a percorsi più complessi di quelli legati ai fattori di rischio modificabili”.