Il green pass ha salvato migliaia di vite in Italia, Francia e Germania

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Fabio Turone (Agenzia Zoe)

“I green pass hanno avuto un effetto positivo visibile e robusto sui tassi di vaccinazione, sugli esiti di salute e sull’economia in Francia, Germania e Italia”: dopo lo studio pubblicato da Lancet Public Health di gennaio, che aveva osservato un “brusco aumento nei tassi di vaccinazione con un effetto durevole” associato all’introduzione dei certificati vaccinali, uno studio commissionato dal governo francese all’agenzia indipendente Conseil d’analyse economique conferma l’utilità e la durevolezza del contestato strumento di controllo.

I ricercatori d’oltralpe, diretti dall’economista Bary S. R. Pradelski del Centro Nazionale delle Ricerche Scientifiche (CNRS) e del laboratorio di informatica di Grenoble, hanno valutato alcuni scenari ipotetici, controfattuali, che si sarebbero verificati se il green pass non fosse stato introdotto, sulla base di assunti che definiscono prudenti. Pur essendo i tre contesti nazionali per molti versi paragonabili, con campagne di vaccinazioni in fase di rallentamento e infezioni in rapida ripresa, gli effetti osservati sono stati diversi.

Nel giorno dell’annuncio dell’introduzione del green pass, in Francia i vaccinati con almeno una dose erano il 53,8% della popolazione, in Germania il 62,5% e in Italia il 61,6%. Alla fine del 2021 quella percentuale è salita rispettivamente al 78,2%, al 73,5% e all’80,1%. Sulla base dell’analisi degli scenari ipotetici, i ricercatori hanno stimato che l’effetto del green pass sull’aumento dei vaccinati con almeno una dose è stato di 13 punti percentuali in Francia, di 6,2 punti percentuali in Germania e di 9,7 punti percentuali in Italia (considerando anche le condizioni aggiuntive introdotte nei mesi seguenti). Pradelski e colleghi segnalano che, per quanto riguarda la Germania, l’effetto ha cominciato a essere significativo solo alla fine di novembre 2021, quando l’uso della certificazione è stato esteso ai luoghi di lavoro.

Anche per ricoveri e decessi l’effetto positivo è stato significativo, soprattutto in Francia, dove avrebbe permesso di evitare oltre 32.000 ospedalizzazioni (contro le 5200 in Germania e le 8700 in Italia. Analogamente, le vite salvate oltralpe sarebbero state quasi 4000, assai più che in Germania (1100) e in Italia (1300). In sostanza, secondo i consulenti del governo francese, se non ci fosse stato il significativo aumento nel numero di vaccinati, nell’ultima settimana dell’anno appena concluso i ricoverati in ospedale sarebbero stati in Francia più numerosi del 46%, e i morti del 49%; in Germania del 14% e dell’11% rispettivamente, e in Italia del 29% e del 26%. In questo modo, il green pass ha anche evitato di dover ricorrere a misure di lockdown.

Infine gli scenari controfattuali sono stati ipotizzati per stimare l’impatto del green pass sulle economie nazionali nel secondo semestre del 2021: per la Francia sarebbe stato evitato un calo dello 0,6% del prodotto interno lordo (equivalente a circa 6 miliardi di euro); per la Germania dello 0,3% (pari a circa 1,4 miliardi di euro) e per l’Italia dello 0,5% (pari a circa 2,1 miliardi di euro).  La conclusione dei ricercatori è esplicita: “I certificati COVID sembrano un’alternativa attraente e più inclusiva rispetto agli obblighi vaccinali, concentrata sul beneficio associato al fatto di essere vaccinati o testati anziché sulle misure punitive per non averlo fatto. Mentre i paesi fanno i conti con la variante omicron altamente contagiosa, i certificati COVID potrebbero svolgere un ruolo decisivo nell’aumentare e mantenere la protezione indotta dal vaccino” scrivono Pradelski e colleghi. “Tuttavia, le decisioni dei governi devono anche considerare fattori come la disponibilità di vaccini e di test, la fiducia nella politica e l’accessibilità per i gruppi emarginati, in modo da non minacciare la coesione sociale né esacerbare le diseguaglianze esistenti. Infine” concludono “il coordinamento internazionale e l’accettazione reciproca dei pass COVID sono cruciali per non accrescere i divari tra regioni diverse”.