Il farmacista è prezioso per ridurre le prescrizioni inappropriate negli anziani


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • Un intervento guidato da un farmacista e diretto al consumatore ha la potenzialità di ridurre le prescrizioni non appropriate nei pazienti anziani.
  • Servono ulteriori studi per poter generalizzare tali risultati.

Descrizione dello studio

  • Lo studio randomizzato e in doppio cieco D-PRESCRIBE (Developing Pharmacist-Led Research to Educate and Sensitize Community Residents to the Inappropriate Prescriptions Burden in the Elderly) ha coinvolto farmacie in Quebec, Canada, assegnandole al gruppo di intervento (34 farmacie, 248 pazienti) o al gruppo controllo (35 farmacie, 241 pazienti).
  • I pazienti inclusi nello studio erano soggetti adulti, di età uguale o superiore a 65 anni, con prescrizioni di 1 di 4 farmaci che rientravano nei Beers Criteria (ipnotico-sedativi, antistaminici di prima generazione, gliburide o farmaci anti-infiammatori non steroidei [FANS]).
  • I farmacisti nel gruppo di intervento sono stati incoraggiati ad inviare ai pazienti una brochure educazionale sulla eliminazione della prescrizione e a inviare in parallelo ai loro medici di base un’opinione farmaceutica evidence-based che raccomandasse l’interruzione della prescrizione.
  • I farmacisti nel gruppo controllo hanno invece fornito l’assistenza tradizionale.
  • La principale misura di esito era l’interruzione della prescrizione di farmaci inappropriati a 6 mesi, come accertato da nuovi profili di terapia farmacologica.
  • Fonte di finanziamento: Merck.

Risultati principali

  • In totale, 437 (89%) pazienti hanno completato lo studio: 219 (88%) nel gruppo di intervento vs 218 (91%) nel gruppo controllo.
  • A 6 mesi, 106 (43%) e 29 (12%) pazienti non ricevevano più farmaci inappropriati rispettivamente nei gruppi di intervento e di controllo (differenza di rischio: 31%).
  • Nel gruppo di intervento vs gruppo controllo, l’interruzione di terapie inappropriate è stata osservata, rispettivamente, nel 43,2% vs il 9,0% dei pazienti per gli utilizzatori di sedativi-ipnotici (differenza di rischio: 34%); nel 30,6% vs 13,8% per gliburide (differenza di rischio: 17%) e nel 57,6% vs 21,7% per FANS (differenza di rischio: 35%) (P per l’interazione=0,09).
  • A causa del basso numero di partecipanti (n=12), non è stato possibile effettuare l’analisi nella classe dei farmaci antistaminici.
  • Non sono stati osservati eventi avversi che hanno richiesto il ricovero in ospedale, ma 29 dei 77 pazienti (38%) che hanno cercato di ridurre fino all’eliminazione i farmaci sedativi-ipnotici hanno manifestato sintomi di astinenza.

Limiti dello studio

  • Non è stato semplice reclutare pazienti nel gruppo FANS e antistaminici poiché molti di tali farmaci sono disponibili senza prescrizione medica.
  • Non sono stati raccolti dati su tutti gli eventi avversi.
  • Il follow up è limitato a 6 mesi.
  • Non è nota la reale motivazione alla base dell’interruzione del trattamento.

Perché è importante

  • Molti anziani continuano a ricevere prescrizioni non appropriate di farmaci che potrebbero rivelarsi pericolosi per la salute.
  • Servono interventi mirati ed efficaci per cercare di ridurre le prescrizioni non appropriate in questa popolazione.