Il diabete materno aumenta il rischio di cancro in età pediatrica

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Il diabete materno aumenta il rischio di alcuni tipi di tumori nei bambini, secondo un’analisi di 2 ampi registri di popolazione pubblicata online su British Journal of Cancer.

I ricercatori hanno riscontrato in particolare un rischio aumentato di glioma nei bambini esposti in utero al diabete di tipo 1 in uno dei registri e al diabete gestazionale nell’altro.

“Il nostro studio conferma il potenziale ruolo del diabete materno nel rischio di cancro della prole”, scrivono gli autori.

I ricercatori e un esperto esterno hanno tuttavia invitato alla cautela nell’interpretazione dei risultati, in particolare quelli che coinvolgono un numero ridotto di casi di tumore.

Il diabete durante la gravidanza accelera la crescita fetale e aumenta l’espressione delle citochine proinfiammatorie nella placenta; sono questi 2 possibili meccanismi biologici che collegano diabete materno e tumori pediatrici.

Tuttavia l’impatto del diabete materno sul rischio di cancro in età pediatrica è stato scarsamente studiato.

Utilizzando 2 registri di popolazione in Danimarca e Taiwan, i ricercatori hanno esaminato il contributo di diversi tipi di diabete materno (gestazionale, di tipo 1 e di tipo 2) nel rischio di tumori pediatrici.

La coorte danese ha incluso 6.420 pazienti con cancro e 160.484 partecipanti di controllo, mentre la coorte di Taiwan ha incluso 2.160 pazienti con cancro e 2.076.877 partecipanti di controllo.

In Danimarca il diabete di tipo 1 è risultato associato a un rischio aumentato di quasi 2,5 volte di tumori del sistema nervoso centrale (SNC; odds ratio [OR]=2,44), ma non è stata riscontrata alcuna associazione di questo tipo con il diabete gestazionale (OR=0,95).

Huang e colleghi hanno inoltre osservato che l’esposizione prenatale al diabete di tipo 1 è risultata associata a un aumento del rischio di gliomi (OR=2,33; IC 95%, 1,04–5,22), specialmente l’astrocitoma (OR=3,61 per 6 casi con esposizione).

A causa delle dimensioni limitate del campione, i ricercatori non hanno potuto valutare le associazioni tra diabete di tipo 2 e specifici tipi di tumore nella popolazione danese.

Per quanto riguarda Taiwan, gli autori hanno osservato un aumento del rischio di gliomi nella prole esposta in utero al diabete gestazionale (rapporto di rischio [hazard ratio, HR]=1,59; IC 95%, 1,01–2,50), ma non è stata osservata alcuna associazione tra diabete di tipo 2 e gliomi.

La prole esposta in utero al diabete materno di tipo 2 ha tuttavia evidenziato un rischio raddoppiato di epatoblastoma (HR=2,02; IC 95%, 1,02–4,00). Taiwan, come altre regioni asiatiche, presenta un alto tasso di epatoblastoma rispetto agli Stati Uniti e all’Europa. I ricercatori chiariscono che non è stato possibile valutare l’eventuale legame tra diabete ed epatoblastoma nell’analisi danese a causa della potenza statistica insufficiente.

Sebbene i risultati suggeriscano che “il diabete materno aumenti il rischio di alcuni tumori pediatrici in Danimarca e Taiwan”, gli autori riconoscono diverse limitazioni dello studio.

La prevalenza dei tipi di diabete differisce tra le popolazioni: il diabete di tipo 1 è molto più comune in Danimarca e il diabete di tipo 2 e il diabete gestazionale sono più comuni a Taiwan. “Questa differenza “limita la comparabilità” tra le popolazioni e influenza la “potenza statistica” di stimare gli effetti”, osservano gli autori.

Gli autori sottolineano inoltre che “i tipi di tumore che coinvolgono <10 casi esposti, come pure quelli con ampi intervalli di confidenza al 95%, vanno interpretati con cautela”.

Il Dott. Jian-Min Yuan, PhD, un epidemiologo del cancro, ha dichiarato che “I risultati su diabete materno e rischio di tumori del SNC, glioma o epatoblastoma sono “interessanti”, ma... richiedono una certa cautela nell’interpretazione”.

In primo luogo, i risultati dei 2 studi non sono coerenti. “Nello studio danese l’associazione riguardava il diabete, principalmente il diabete di tipo 1, e rischio di glioma o tumori del SNC, mentre nello studio di Taiwan si trattava di diabete di tipo 2 e rischio di epatoma”, chiarisce a Medscape Medical News il Dott. Yuan, dell’UPMC Hillman Cancer Center di Pittsburgh, Pennsylvania.

“In secondo luogo, l’analisi statistica non prevedeva correzioni per l’obesità materna o l’indice di massa corporea, pur se obesità e diabete sono altamente correlati; ciò potrebbe complicare l’interpretazione del meccanismo biologico”, afferma il Dott. Yuan.

Un’altra precisazione: le dimensioni effettive del campione, ovvero il numero di casi nei gruppi ad alto rischio, erano “estremamente ridotte” (meno di 10 casi), il che potrebbe significare che esiste un’alta probabilità di risultati casuali.

Una versione di questo articolo è apparsa per la prima volta suMedscape.com, parte di Medscape Professional Network