Il defibrillatore cardioverter impiantabile non riduce la mortalità nei pazienti in dialisi


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Nei pazienti in dialisi, l’impianto di un defibrillatore cardioverter impiantabile (implantable cardioverter defibrillator, ICD) non riduce il rischio di morte cardiaca improvvisa (sudden cardiac death, SCD) e non aumenta le probabilità di sopravvivenza a 5 anni.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio ICD2 ha arruolato, dopo ottimizzazione degli altri trattamenti, pazienti in dialisi con una frazione di eiezione del ventricolo sinistro ≥35%.
  • I pazienti sono stati randomizzati (1:1): a un gruppo di pazienti è stato impiantato l’ICD, l’altro gruppo è stato assegnato alle cure di routine (gruppo controllo).
  • L’endpoint primario era la SCD.
  • Fonte di finanziamento: Biotronik GmbH & Co (contributo non condizionato).

 

Risultati principali

  • Lo studio è stato interrotto per futilità prima dell’arruolamento dei 200 pazienti previsti.
  • Sono stati arruolati 97 pazienti nel gruppo ICD e 91 nel gruppo controllo.
  • Durante un follow-up mediano di 6,8 anni (IQR 3,8-8,8 anni), la SCD si è verificata in 11 pazienti del gruppo ICD e in 8 pazienti del gruppo controllo.
  • L’incidenza cumulativa della SCD a 5 anni era 9,7% (IC 95% 3,3%-16,2%) nel gruppo ICD e 7,9% (1,7%-14,0%) nel gruppo controllo (HR 1,32; IC 95% 0,53-3,29; P=0,55).
  • Sono deceduti 52 pazienti del gruppo ICD e 47 pazienti del gruppo controllo.
  • La probabilità di sopravvivenza a 5 anni era 50,6% (IC 95% 39,8%-61,5%) nel gruppo ICD e 54.5% (IC 95% 43,0-66,0%) nel gruppo controllo (HR 1,02; IC 95% 0,69-1,52; P=0,92).
  • In 80 pazienti a cui è stato impiantato l’ICD si sono verificati 25 eventi avversi legati all’impianto del dispositivo.

 

Limiti dello studio

  • I risultati potrebbero non essere generalizzabili ai pazienti con frazione di eiezione del ventricolo sinistro

 

Perché è importante

  • I pazienti con malattia renale in stadio terminale sottoposti a dialisi sono a rischio di SCD.
  • Lo studio ICD2 è stato disegnato per valutare se l’impianto dell’ICD potesse prevenire la SCD in questo gruppo di pazienti.
  • I risultati non supportano l’impianto dell’ICD per la profilassi della SCD.