Il dapagliflozin riduce il rischio renale nel diabete di tipo 2


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Messaggi chiave

  • Nei pazienti con diabete di tipo 2, il trattamento con 10 mg al giorno di dapagliflozin porta a una riduzione del 46% nel declino della velocità di filtrazione glomerulare (eGFR) di almeno il 40% a un valore inferiore di 60 mL/min/1,73 m2.
  • Rispetto a un placebo, il farmaco riduce anche il rischio di malattia renale allo stadio terminale o di morte per cause renali.
  • I benefici si hanno sia in pazienti con aterosclerosi che senza, e indipendentemente dalla loro funzionalità renale di base.

Descrizione dello studio

  • Analisi degli outcome renali dello studio DECLARE-TIMI 58 (2013-2018).
  • I pazienti con diabete di tipo 2 con aterosclerosi o multipli fattori di rischio, emoglobina glicata 6,5-12,0% (47,5-113,1 mmol/mol), clearance della creatinina di almeno 60 mL/min, sono stati randomizzati a ricevere una volta al giorno 10 mg di dapagliflozin o un placebo.
  • Outcome secondari: outcome composito cardiorenale (declino continuo di almeno il 40% dell’eGFR a meno di 60 mL/min/1,73m², malattia renale allo stadio terminale, morte per cause renali o cardiovascolari), outcome renale (come l’altro ma senza morte per cause cardiovascolari).
  • Follow-up: 4,2 anni (interquartile range 3,9-4,4).
  • Fonti di finanziamento: AstraZeneca.

Risultati principali

  • Su 17.160 partecipanti, 6.974 (40,6%) avevano aterosclerosi, 10.186 (59,4%) multipli fattori di rischio.
  • L’eGFR di base (non disponibile per 1 paziente) era di almeno 90 mL/min/1,73 m2 in 8.162 (47,6%), da 60 a meno 90 mL/min/1,73 m2 in 7.732 (45,1%), e inferiore a 60 mL/min/1,73 m2 in 1.265 (7,4%).
  • Con dapagliflozin c’è stata una riduzione significativa sia dell’outcome composito cardiorenale (HR 0,76, IC 95% 0,67-0,87; P
  • Il rischio di un declino continuo dell'eGFR oltre il 40% a un valore inferiore a 60 mL/min/1,73 m2 è stato significativamente minore con il dapagliflozin rispetto al placebo (120/8.582 [1,4%] contro 221/8.578 [2,6%]; HR 0,54, IC 95% 0,43-0,67; P
  • Gli outcome cardiorenale e renale sono migliorati con dapagliflozin rispetto al placebo nei sottogruppi definiti sia dall’eGFR (Pinteraction=0,97 e Pinteraction=0,87, rispettivamente) che dalla presenza di aterosclerosi (Pinteraction=0,67 e Pinteraction=0,72).
  • Rispetto al placebo, la riduzione media di eGFR con dapagliflozin è stata maggiore a 6 mesi dalla randomizzazione, si è equiparata a 2 anni, mentre è stata inferiore a 3 e 4 anni.

Limiti dello studio

  • Gli outcome riportati sono considerati generatori di ipotesi.
  • Riportati solo i cambiamenti di eGFR confermati.

Perché è importante

  • Il rischio di complicanze renali e cardiovascolari dei pazienti con diabete di tipo 2 rimane alto nonostante le terapie disponibili, ma studi precedenti hanno dimostrato che gli inibitori del trasportatore sodio-glucosio di tipo 2, hanno effetti benefici sugli esiti renali soprattutto in pazienti con aterosclerosi.
  • I risultati suggeriscono che questi farmaci potrebbero essere utili per la prevenzione e il trattamento della malattia renale cronica nel diabete di tipo 2.