Il carcinoma mammario di intervallo è legato a una prognosi peggiore nello studio PROSPR

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Conclusioni

  • È più probabile che il carcinoma mammario diagnosticato dopo una mammografia di screening negativa (un tumore di intervallo) conferisca una prognosi infausta rispetto al carcinoma mammario diagnosticato dopo una mammografia di screening positiva.

Perché è importante

  • Per il carcinoma mammario diagnosticato dopo una mammografia di screening negativa potrebbe essere necessario un trattamento più aggressivo.

Disegno dello studio

  • Sono stati raccolti attraverso il consorzio Ricerca di popolazione per l’ottimizzazione dello screening attraverso regimi personalizzati (Population-Based Research Optimizing Screening Through Personalized Regimens) i dati relativi alle mammografie di 306.028 donne di ≥40 anni.
  • I tumori diagnosticati sono stati identificati in registri oncologici statali.
  • I criteri per definire la prognosi infausta erano, tra gli altri, presenza di metastasi a distanza, linfonodi regionali positivi, diametro di almeno 2 cm e positività per i recettori ormonali.
  • Finanziamento: NIH.

Risultati principali

  • La diagnosi di carcinoma mammario dopo uno screening negativo è rara (5,9 su 10.000).
  • È più probabile che il carcinoma mammario diagnosticato dopo una mammografia di screening negativa sia associato a una prognosi infausta (43,8%) rispetto al carcinoma mammario diagnosticato dopo una mammografia di screening positiva (26,9%).
  • Mammelle dense (rispetto a quelle non dense) e mammografia di screening negativa raddoppiano la probabilità di una diagnosi di cancro (OR: 2,07; P=0,02), ma non aumentano la probabilità di una prognosi infausta.
  • Età inferiore (40–49 anni vs. 70–89 anni) e mammografia di screening negativa aumentano la probabilità di una prognosi infausta (OR: 3,52; P=0,048; P per la tendenza=0,005).

Limiti

  • Mancanza di dati sui fattori di rischio diversi da densità, età e anamnesi familiare.