Il cancro è questione di fortuna. Oppure no?


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Non ci sono scuse, lo stile di vita conta quando si parla di rischio di sviluppare un tumore. Lo spiegano dalle pagine della rivista Nature Genetics i ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano coordinati da Piergiuseppe Pelicci, direttore della ricerca dell’Istituto Milanese.

In collaborazione con il gruppo diretto da Mario Nicodemi dell’Università Federico II di Napoli, gli esperti hanno scoperto che le traslocazioni cromosomiche, alterazioni geniche molto frequenti e importanti nell’insorgenza del cancro, non sono effetto del caso, ma possono essere previste e sono legate alle influenze dell’ambiente esterno. “Questi risultati si inseriscono in un dibattito molto acceso nella comunità scientifica, iniziato con la pubblicazione di una serie di tre articoli dell’autorevole scienziato Bert Volgestein sulla rivista Science a partire dal 2016” spiega Ivan Dellino, dello IEO e dell’Università di Milano, primo nome della nuova ricerca. “Gli articoli di Science affermano che le mutazioni che portano al cancro avvengono in maniera casuale e di conseguenza lo sviluppo della malattia è indipendente dall’ambiente e dai nostri stili di vita, per quanto irreprensibili” aggiunge.

Nella loro ricerca, Dellino e colleghi si sono concentrati in particolare sulle traslocazioni, conseguenza di uno specifico danno al DNA chiamato Double Strand Break, che porta alla rottura della doppia elica del DNA. In estrema sintesi, i ricercatori hanno capito che questo danno si presenta in geni specifici e in determinati momenti. “Nello specifico si tratta di geni lunghi e ‘spenti’ ovvero che non sono in fase attiva di produzione di RNA” scrivono gli autori, precisando che il danno si verifica quado questi geni si attivano in seguito a segnali che arrivano dall’esterno. “Studiando queste caratteristiche possiamo prevedere quali geni arriveranno alla rottura con una precisione superiore all’85%. Ma dobbiamo ricordare che non tutti i geni che si rompono portano poi a traslocazioni: lo possono fare solo alcuni che si trovano in regioni definite” affermano.

“Questa scoperta ci insegna che non esiste base scientifica che ci autorizzi a sperare nella fortuna per evitare di ammalarci di tumore” dice Pelicci in un comunicato stampa. “Anzi abbiamo ora un motivo scientifico in più per non allentare la presa sulla prevenzione dei tumori” conclude e ricorda che oggi solo il 5-10% del totale dei fondi per la ricerca oncologica è destinato alla prevenzione.