Il beneficio in termini di OS di durvalumab nell’NSCLC permane a lungo termine

  • Gray JE & al.
  • J Thorac Oncol
  • 14/10/2019

  • Kelli Whitlock Burton
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • La sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) a lungo termine ottenuta con durvalumab dopo chemioradioterapia (CRT) nel tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) in stadio III non operabile è significativamente migliore rispetto al placebo, con quasi il 60% dei pazienti ancora in vita 3 anni dopo il trattamento.

Perché è importante

  • I risultati iniziali della sperimentazione di fase 3 PACIFIC hanno portato all’approvazione di durvalumab per il trattamento dell’NSCLC in stadio III non operabile che non subisce progressione durante la CRT.

Disegno dello studio

  • Esiti a lungo termine della sperimentazione randomizzata di fase 3 PACIFIC.
  • 709 pazienti con NSCLC in stadio III non operabile e senza progressione dopo la CRT hanno ricevuto durvalumab (n=473) o placebo (n=236).
  • Follow-up mediano di 33,3 mesi.
  • Finanziamento: AstraZeneca.

Risultati principali

  • Durvalumab era associato a una riduzione significativa del rischio di mortalità (HR: 0,69; IC 95%: 0,55–0,86).
  • L’OS era migliore con durvalumab rispetto al placebo dopo 12 mesi (83,1% vs. 74,6%), 24 mesi (66,3% vs. 55,3%) e 36 mesi (57,0% vs. 43,5%).
  • Durvalumab era associato a un aumento del tempo alla prima terapia successiva o al decesso (HR: 0,58; IC 95%: 0,47–0,71) e del tempo alla seconda terapia successiva o al decesso (HR: 0,61; IC 95%: 0,49–0,75).

Limiti

  • Il livello di espressione del ligando della proteina di morte cellulare programmata 1 non era disponibile per alcuni pazienti.