Ieo Covid-Safe, tamponi e test anticorpi per personale e pazienti


  • Adnkronos Salute
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Roma, 12 mag. (Adnkronos Salute) - Tamponi per tutto il personale e per i pazienti ricoverati all'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. A eseguirli è lo Ieo, già attivo su questo fronte dal 23 aprile, dopo l'appello lanciato da un gruppo di scienziati il 26 marzo a Governo e Regioni per impiegare i propri laboratori e competenze per l'aumento del numero di tamponi virali. L'appello era stato promosso dall'Imperial College di Londra, dalla rete degli Istituti di ricerca ricovero e cura (Irccs) italiani, compreso Ieo, e dai principali istituti di ricerca biomedica del Paese.

Diagnosi, mappatura della diffusione delle infezioni da Covid-19 e ricerca della possibile immunità. Questi sono i pilastri indicati dagli scienziati per ridurre i rischi di contagio in attesa di cure e vaccini. Le istituzioni e i cittadini hanno ormai capito che questi saranno gli strumenti più efficaci da affiancare alla riduzione delle misure di contenimento. Se da una parte Governo e istituzioni si sono dimostrati sensibili alle sollecitazioni dei ricercatori - sottolineano dall'Irccs fondato da Umberto Veronesi - dall'altra la risposta dei privati non si è fatta attendere, mettendosi a disposizione dei rappresentanti della comunità scientifica italiana e alla loro proposta di un piano d'azione nazionale anti-contagio.

La 'Fondazione europea Guido Venosta, l'uomo contro il cancro' rappresentata dal presidente Giuseppe Caprotti, affiancato da Francesco Niutta e Nicolò Fontana Rava, si è messa in contatto con Pier Giuseppe Pelicci e Gioacchino Natoli dello Ieo, Ruggero De Maria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Emilio Hirsch dell'Università degli Studi di Torino e Paolo Vineis dell'Imperial College di Londra, promotori dell'appello, per capire quale tipo di aiuto fosse necessario. Il primo passo è il sostegno all'attività del Laboratorio di ricerca dello Ieo, che ha già ottenuto il via libera dalla Regione Lombardia per processare i tamponi. "La struttura - spiega l'Ieo in una nota - ha già iniziato ad eseguire i test sui propri pazienti e il personale sanitario. L'obbiettivo è garantire ai pazienti oncologici la continuazione delle cure in un ambiente a minimo rischio di infezione".

Per proseguire e mantenere nel tempo l'attività di esecuzione dei tamponi "diventa fondamentale il sostegno della Fondazione Guido Venosta, che in questa fase iniziale ha messo a disposizione una donazione di 400 mila euro per coprire il fabbisogno di reagenti per l'esecuzione e l'analisi di una prima tranche di 10mila tamponi". La collaborazione si estende a un progetto di ricerca scientifica. Insieme al Mount Sinai di New York e all'Università degli Studi di Pavia, i ricercatori Ieo hanno messo a punto un test per la ricerca di anticorpi anti Sars-CoV-2, già autorizzato dall'americana Fda per uso interno e sottomesso alle autorità competenti italiane.

"I pazienti e il personale saranno quindi sottoposti anche a test sierologici, in coordinamento con gli studi condotti dall'Istituto superiore della sanità e dall'Istat, e i dati raccolti saranno utilizzati per stimare la probabilità di reinfezione da Sars-CoV-2 in soggetti con anticorpi, e quindi precedentemente venuti in contatto con il virus. Questo obiettivo è fondamentale per determinare con minimo margine di errore il grado di protezione dei soggetti precedentemente infettati e la sua durata. Un fattore chiave per il controllo del virus e il tipo di vita che ci aspetta nei prossimi anni", sottolinea Ieo.

I laboratori di ricerca dell'Irccs avranno una capacità di analisi dei tamponi e sieri che verranno usate per estendere lo studio ad altre strutture che parteciperanno allo studio, si precisa nella nota. I risultati e i dati della ricerca saranno messi a disposizione di tutta la comunità scientifica e delle istituzioni in una logica completamente open source. "Mettere in sicurezza il luogo di lavoro ed eseguire un progetto scientifico per determinare la sieroprotezione non sono due attività distinte - specificano Pelicci, direttore Ricerca Ieo, e Fabrizio Mastrilli, direttore sanitario Ieo - Operativamente si basano sul medesimo programma che, se ben disegnato e coordinato, consente di realizzare simultaneamente entrambi gli obiettivi. Noi pensiamo non solo che si possa fare, ma che tutti gli enti e le aziende dovrebbero farlo: proteggere i propri lavoratori e utenti e contemporaneamente contribuire alla conoscenza necessaria per uscire dalla crisi".