Ibrutinib è legato a un maggior rischio di infezioni nei tumori maligni a cellule B

  • Clin Lymphoma Myeloma Leuk
  • 13/10/2019

  • Craig Hicks
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • Ibrutinib è associato a un rischio significativamente maggiore di infezione nei pazienti con tumori maligni a cellule B.

Perché è importante

  • I risultati suggeriscono una maggiore vigilanza delle infezioni nei pazienti trattati con ibrutinib per tumori maligni a cellule B.

Disegno dello studio

  • Metanalisi di 7 sperimentazioni randomizzate e controllate di fase 3 di ibrutinib rispetto ad altri agenti (5 sperimentazioni) o placebo (2 sperimentazioni) in 2.167 pazienti con tumori maligni a cellule B; stime puntuali aggregate usando il metodo Der Simonian e Laird.
  • La durata del trattamento variava da 9,4 a 38,7 mesi.
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Complessivamente, si sono verificate infezioni in 514 (46%) dei pazienti trattati con ibrutinib rispetto a 393 (37%) nei gruppi di controllo.
  • Ibrutinib era associato a un rischio significativamente maggiore di infezione:
    • di qualsiasi grado, rapporto di rischio (RR) aggregato 1,34; IC 95% 1,06–1,69; P=0,015; 
    • di grado 3–5, RR aggregato 1,35; IC 95% 1,05–1,74; P=0,018.
  • In un sottoinsieme di pazienti affetti da leucemia linfatica cronica ibrutinib è risultato associato a un rischio significativamente maggiore di infezioni di grado 3–5 (RR aggregato 1,24; IC 95% 1,02­–1,50; P=0,028).
  • Ibrutinib non era associato a tassi significativamente maggiori di polmonite o infezioni delle vie respiratorie superiori in alcuno studio.

Limiti

  • L’eterogeneità tra gli studi potrebbe limitare la generalizzabilità.