I trattamenti antibiotici nei neonati sono troppo spesso ingiustificati


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In un campione costituito da ospedali californiani con unità di terapia intensiva neonatale (NICU), la percentuale di esposizione dei neonati ad antibiotici è risultata estremamente variabile.
  • Questi risultati non sono spiegabili con il numero di infezioni confermate o con i tassi di utilizzo di antibiotici nelle NICU.
  • L’identificazione di sepsi, soprattutto di quella a esordio precoce, è risultata estremamente inefficiente.

Descrizione dello studio

  • Lo studio cross-sectional ha coinvolto 326.845 bambini nati vivi nel 2017, il 69% di tutta la coorte di nati in California negli oltre 100 ospedali provvisti di NICU.
  • È stata valutata l’esposizione ad antibiotici somministrati per via intravenosa o intramuscolare durante la permanenza in ospedale legata al parto.
  • Gli esiti principali erano la percentuale di neonati esposti ad antibiotici e i dati su neonati esposti al trattamento per infezione confermata.
  • I singoli ospedali hanno rappresentato le unità di osservazione e analisi.
  • Le analisi di correlazione hanno incluso i tassi di infezione, il volume chirurgico, i tassi di ricovero in NICU dei nati nello stesso ospedale e i tassi di mortalità.

Risultati principali

  • La percentuale media di neonati esposti ad antibiotici si è attestata a 8,5% (mediana 7,3%) ma è risultata estremamente variabile (da 1,6% a 42,5%).
  • Tra i diversi ospedali coinvolti, da 11,4 a 335,7 neonati hanno ricevuto antibiotici per ogni caso confermato di sepsi a insorgenza precoce (media 95,1; mediana 69,5) e da 2 a 164 per ogni caso confermato di sepsi tardiva (media 19,6; mediana 12,2).
  • La percentuale di neonati esposti ad antibiotici non ha mostrato correlazioni con la presenza di infezione confermata, né con i giorni-paziente che hanno richiesto un trattamento antibiotico in NICU.

Perché è importante

  • Molte iniziative e pubblicazioni sottolineano l’idea che i tassi di utilizzo di antibiotici nelle NICU sia inutilmente elevato.
  • I valori di benchmark sono di difficile valutazione poiché la percentuale di giorni-paziente che richiedono un trattamento antibiotico in NICU può riflettere diversi profili di rischio.
  • Le stime sulla percentuale di neonati esposti ad antibiotici e sul livello di efficienza nella diagnosi di sepsi potrebbe aiutare a giungere a migliori valutazioni.