I supplementi di vitamina D non riducono il rischio cardiovascolare


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • I risultati di una metanalisi suggeriscono che la supplementazione di vitamina D negli adulti non protegga dal rischio cardiovascolare.
  • La profilassi cardiovascolare non rappresenta un’indicazione al trattamento.

Descrizione dello studio

  • Metanalisi di trial randomizzati sull’efficacia a lungo termine (≥1 anno) della vitamina D nel ridurre il rischio cardiovascolare e la mortalità totale, individuati tramite ricerca su PubMed, Cochrane Library ed Embase.
  • Outcome primario: incidenza totale di eventi cardiovascolari maggiori.
  • Outcome secondari: incidenza di singoli eventi cardiovascolari maggiori (infarto del miocardio o ictus), mortalità cardiovascolare e mortalità per tutte le cause.

Risultati principali

  • Sono stati inclusi 21 trial (n=83.291 pazienti; età media 65,8, ±8,4; 74,4% donne), di cui solo 4 avevano endpoint cardiovascolari primari predefiniti.
  • Alla supplementazione non si associava nessuna riduzione del rischio totale di eventi cardiovascolari maggiori (RR=1,00; P=0,85), infarto del miocardio (RR=1,00; P=0,92), ictus (RR=1,06; P=0,16), mortalità cardiovascolare (RR=0,98; P=0,68), mortalità per tutte le cause (RR=0,97; P=0,23).
  • I risultati non cambiavano in relazione al genere, ai livelli di base di 25-idrossivitamina D, ai dosaggi di vitamina D, alla formulazione e alla concomitante somministrazione di calcio.

Perché è importante

  • La supplementazione di vitamina D a scopo profilattico negli adulti è molto comune e si associa a una spesa sanitaria non indifferente.