I soggetti con viremia positiva per HCV potrebbero donare gli organi ai pazienti non infetti


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggio chiave

  • Il trattamento antivirale iniziato entro poche ore dal trapianto e proseguito per 4 settimane è riuscito a prevenire l’infezione da virus dell’epatite C (HCV) in pazienti non infetti che hanno ricevuto cuore o polmone da donatori con viremia positiva.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio ha arruolato 44 pazienti non infetti da HCV sottoposti a trapianto d’organo (cuore: n=8; polmone: n=36).
  • I donatori d’organo erano HCV positivi con viremia postiva.
  • I riceventi hanno ricevuto antivirali ad azione diretta (sofosbuvir+velpatasvir) entro poche ore dal trapianto e hanno proseguito la terapia antivirale per 4 settimane.
  • L’esito primario (composito) consisteva nella risposta virologica sostenuta a 12 settimane dal completamento della terapia antivirale e nella sopravvivenza dell’organo a 6 mesi dal trapianto.
  • Fonti di finanziamento: Mendez National Institute of Transplantation Foundation, Brigham and Women’s Hospital, National Center for Advancing Translational Sciences.

 

Risultati principali

  • La carica virale mediana nei donatori era 890.000 IU/ml (IQR 276.000-4,63 milioni).
  • Il 61% dei donatori aveva il genotipo 1, il 17% il genotipo 2, il 17% il genotipo 3; nel 5% dei donatori il genotipo era indeterminato.
  • 42 dei 44 riceventi (95%) presentavano una carica virale misurabile subito dopo il trapianto (mediana 1.800 IU/ml; IQR 800-6.180).
  • I primi 35 pazienti a completare 6 mesi di follow-up non presentavano carica virale e avevano un’eccellente funzionalità d’organo a 6 mesi dal trapianto.
  • La carica virale si era azzerata entro 2 settimane dal trapianto per poi rimanere nulla.
  • Non sono stati registrati eventi avversi gravi legati al trattamento.
  • I casi di rigetto cellulare acuto che hanno richiesto trattamento nei riceventi di polmoni da donatori con viremia positiva erano più numerosi di quelli verificatisi in una coorte di riceventi di polmoni da soggetti non infetti da HCV; la differenza non era statisticamente significativa dopo correzione per fattori confondenti.

 

Limiti dello studio

  • È uno studio monocentrico condotto su pochi pazienti.
  • Il follow-up è breve.

 

Perché è importante

  • La disponibilità di organi è un forte limite ai trapianti.
  • I soggetti con un’infezione da HCV non sono considerati elegibili come donatori: studi fatti prima dell’introduzione degli antivirali ad azione diretta mostravano che l’82% dei pazienti che ricevevano un organo da tali donatori si infettava.
  • Questo studio apre la possibilità di includere i pazienti HCV-positivi tra i potenziali donatori.