Con l'algoritmo, meno ricoveri e meno decessi nei pazienti con scompenso cardiaco

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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  • Lo studio ha messo a confronto una strategia volta a supportare i medici nella decisione di ricoverare o meno i pazienti con scompenso cardiaco acuto che si recano al pronto soccorso con le cure abituali.
  • Tale strategia ha portato a un minor rischio di morte per qualsiasi causa e ricovero per cause cardiovascolari entro 30 giorni.

 

In pazienti con scompenso cardiaco acuto che si sono presentati al pronto soccorso, una strategia di supporto al processo decisionale clinico che prevedeva l’uso di uno specifico algoritmo per la stratificazione del rischio di morte in combinazione con un follow-up standardizzato in seguito alla dimissione ha ridotto del 12% il rischio di morte per qualsiasi causa o di ricovero in ospedale per cause cardiovascolari (CV) entro 30 giorni rispetto alle cure abituali. È la conclusione di COACH (Confrontation of Outcomes and Access to Care for Heart Failure), uno studio randomizzato pubblicato su New England Journal of Medicine condotto presso 10 ospedali in Ontario (Canada) e che ha coinvolto quasi 5.500 pazienti.

Gli ospedali dovevano passare da una fase di controllo, in cui ai pazienti adulti con scompenso cardiaco acuto che si presentavano al pronto soccorso venivano fornite le cure abituali (stima del rischio, giudizio clinico più follow-up non standardizzato) a una fase di intervento, in cui era previsto l’utilizzo di un algoritmo point-of-care validato (EHMRG30-ST da Emergency Heart failure Mortality Risk Grade for 30-day mortality) per la stratificazione dei pazienti in base al rischio di morte entro 7 e 30 giorni, allo scopo di supportare i medici nella decisione di dimettere o ricoverare i pazienti. Quelli a basso rischio erano dimessi direttamente dal pronto soccorso o dopo un periodo di osservazione in ospedale fino a 3 giorni per poi ricevere un’assistenza standardizzata in ambito ambulatoriale. Per quanto riguarda i pazienti a rischio intermedio, la decisione veniva presa dal medico ma in generale veniva indicato il ricovero di quelli con rischio da intermedio ad alto e la dimissione precoce di quelli a rischio da basso a intermedio.

Il 12,1% dei pazienti inclusi durante la fase di intervento è andata incontro a morte per qualsiasi causa o ricovero in ospedale per cause CV entro 30 giorni dalla presentazione in pronto soccorso contro il 14,5% di quelli inclusi nella fase controllo (HR aggiustato 0,88). Anche il rischio a 20 giorni risultava più basso: l'incidenza cumulativa era rispettivamente di 54,4% e 56,2% (HR aggiustato 0,95). Inoltre, nella fase di intervento si sono osservati rischi più bassi di ricovero in ospedale per cause CV e per scompenso cardiaco entro 30 giorni (outcome secondari; HR aggiustato rispettivamente 0,85 e 0,81).