I lavoratori migranti sono in tutto il mondo ad alto rischio di traumi e malattie professionali


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • I lavoratori impiegati in Paesi diversi da quello di nascita tendono a svolgere attività manuali meno qualificate e a maggior rischio.
  • In una revisione sistematica della letteratura con metanalisi è emerso che la prevalenza aggregata di una qualsiasi morbidità professionale è del 47%, mentre quella di traumi, incidenti, cadute, tagli o ferite è del 22%.
  • I bisogni di salute di questa popolazione sono in genere trascurati dalla ricerca e dalla politica, mentre richiederebbero interventi adeguati, in termini di prevenzione e di assicurazione sanitaria.

Descrizione dello studio

  • Sui database Embase, MEDLINE, Ovid Global Health e PsychINFO sono stati cercati studi pubblicati tra il 1 gennaio 2008 e il 24 gennaio 2018, riferiti agli esiti di salute legati all’attività lavorativa di lavoratori impiegati in Paesi diversi da quello di origine.
  • Non sono stati posti limiti geografici o di lingua, ma sono stati esclusi lavori in cui lo stato dei migranti non era definito o, in coorti miste di lavoratori locali e migranti, non era possibile distinguere i diversi gruppi.
  • Outcome primario: prevalenza nei lavoratori migranti internazionali di esiti occupazionali di salute (definiti come qualunque incidente, mortalità o morbidità fisica o psichica dovuta all’attività o all’ambiente lavorativo).
  • Le stime riassuntive sono state calcolate con un modello a effetti random.
  • Fonte del finanziamento: Wellcome Trust.

 

Risultati principali

  • Di 1.218 studi identificati nella ricerca della letteratura, 36 sono stati inclusi nella revisione sistematica, 18 nella metanalisi.
  • Revisione sistematica: su 12.168 lavoratori migranti internazionali impiegati in 13 Paesi e territori e provenienti da 25 Paesi a basso o medio reddito, impiegati per lo più in attività manuali non qualificate (soprattutto in agricoltura, lavoro domestico, servizi e distribuzione, costruzioni e commercio, manifattura e trasformazione) si registrava un’alta prevalenza di disturbi mentali e fisici, oltre a molti incidenti e traumi.
  • Per la metanalisi erano disponibili i dati di 7.260 lavoratori per la morbidità e di 3.890 per quanto riguarda traumi e incidenti di diversa natura (cadute, fratture, tagli, eccetera).
  • La prevalenza aggregata di almeno una patologia fisica o psichica legata all’attività lavorativa era del 47% (IC 95% 29-64; I2= 99,70%), quella di traumi e incidenti del 22% (IC 95% 7-37; I2=99,35%).

Perché è importante

  • Si stima che nel mondo ci siano oltre 150 milioni di persone che lasciano il proprio Paese per lavorare altrove.
  • Questa è la prima revisione sistematica e metanalisi che stima il carico di patologia occupazionale legato a questa realtà.