I glucocorticoidi rimodulano le strutture cerebrali

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • I glucocorticoidi sistemici e inalatori danneggiano dell’integrità della sostanza bianca e riducono il volume della sostanza grigia.
  • L’effetto è maggiore con i farmaci sistemici, associati anche a tempi di reazione ridotti e altre manifestazioni emotive.
  • Le associazioni potrebbero contribuire agli effetti collaterali neuropsichiatrici di questi farmaci.

 

Secondo uno studio pubblicato su BMJ Open, l’uso di glucocorticoidi somministrati per via sistemica o inalatoria si associa a cambiamenti rilevabili con l’imaging cerebrale. Variazioni nel volume della sostanza grigia e una riduzione diffusa dell’integrità della sostanza bianca (minore anisotropia frazionaria e maggiore diffusività media) potrebbero in parte essere all'origine deglii effetti avversi neuropsichiatrici che si osservano nei pazienti che assumono questo tipo di farmaci.

Gli effetti sul cervello di un’esposizione a lungo temine ai glucocorticoidi sono dimostrati da studi preclinici e clinici, ma molti di questi ultimi sono stati condotti su popolazioni piccole e con particolari patologie. Questa nuova ricerca ha utilizzato dati di un grande studio di coorte, l’UK Biobank. Le risonanze magnetiche cerebrali di utilizzatori di glucocorticoidi somministrati per via sistemica (222) o inalatoria (557) sono state confrontate con quelle di oltre 24.000 persone che non ne facevano uso. Tutti i partecipanti, con età media di oltre 60 anni, senza storia di malattia psichiatrica, condizioni neurologiche e uso di farmaci psicotropi, hanno completato una serie di test cognitivi e risposto a un questionario sulla loro situazione emotiva nelle due settimane precedenti l'imaging.

L’utilizzo di entrambe le tipologie di glucocorticoidi risulta associato a un’integrità ridotta della sostanza bianca. L’effetto è maggiore nelle persone che utilizzano i farmaci sistemici. Dall’analisi dei volumi regionali della sostanza grigia è emerso che, rispetto ai controlli, chi fa uso di farmaci sistemici ha un nucleo caudato più ampio, mentre chi assume farmaci inalatori ha un’amigdala più piccola. Alcuni risultati suggeriscono che ci possa essere un effetto sulle microstrutture della sostanza bianca dipendente dalla dose o dalla durata di utilizzo, con gli effetti maggiori in caso di uso cronico di glucocorticoidi sistemici.

Rispetto ai controlli, chi fa uso di farmaci sistemici presenta una performance peggiore a un test che valuta i tempi di reazione, e riporta in misura maggiore sintomi depressivi (OR 1,73), disinteresse (1,84), tensione/irrequietezza (1,78) e stanchezza/letargia (1,9). Quest’ultimo aspetto è stato riportato anche dagli utilizzatori di glucocorticoidi inalatori (1,35), ma con un’entità inferiore.

Non si possono trarre conclusioni sulla casualità e non è chiaro se gli effetti osservati hanno conseguenze cliniche per l’intera popolazione di utilizzatori di glucocorticoidi, tuttavia i risultati sono importanti visti i comuni effetti collaterali neuropsichiatrici di questi farmaci. Gli autori ritengono inoltre necessario condurre ricerche su opzioni di trattamento alternative e che, poiché si tratta di farmaci ampiamente usati, i medici di qualsiasi specializzazione siano consapevoli delle associazioni descritte.