I farmaci per smettere di fumare non mettono a rischio cuore e vasi


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Messaggi chiave

  • La farmacoterapia per la cessazione del fumo non si associa a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari maggiori.
  • Questi risultati sono validi sia durante sia dopo il trattamento nella popolazione generale dei fumatori trattati con vareniclina, bupropione o terapia nicotinica sostitutiva.

Descrizione dello studio

  • Lo studio EAGLES (Evaluating Adverse Events in a Global Smoking Cessation Study) è stato condotto in 140 centri internazionali con un disegno in doppio-cieco e controllato con placebo.
  • Sono stati coinvolti nella ricerca 8.058 fumatori, con o senza diagnosi psichiatrica nota, trattati con almeno una dose delle terapie previste dallo studio, oltre a un sottogruppo di coloro che avevano completato le 12 settimane di trattamento più 12 settimane di follow-up e hanno dato il consenso a rimanere nello studio per altre 28 settimane (n=4.595).
  • Tre i trattamenti previsti: vareniclina (1 mg due volte al giorno), bupropione cloridrato (150 mg due volte al giorno) e terapia nicotinica sostitutiva con cerotti da 21 mg al giorno e tapering.
  • L’endpoint primario era lo sviluppo di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE: decesso per cause cardiovascolari [CV], infarto non fatale del miocardio o ictus non fatale) nel corso del trattamento.
  • Gli endpoint secondari includevano i MACE o altri eventi avversi CV pertinenti (MACE+: MACE o insorgenza/peggioramento di malattia vascolare periferica tale da richiedere un intervento, rivascolarizzazione coronarica, ricovero in ospedale per angina instabile).
  • Fonte di finanziamento: Pfizer and GlaxoSmithKline.

Risultati principali

  • Il 44,1% dei partecipanti (n=3.553) era rappresentato da maschi e l’età media dei soggetti inclusi nello studio era 46,5 anni.
  • L’incidenza di eventi CV durante trattamento e follow-up è risultata bassa (
  • Non sono emerse differenze significative tra i trattamenti.
  • Non sono inoltre state osservate differenze significative nel tempo all’insorgenza di eventi CV, nella pressione sanguigna o nella frequenza cardiaca.
  • Il confronto con placebo non ha fatto emergere differenze significative nel tempo all’insorgenza di MACE per vareniclina o bupropione (hazard ratio [HR] per vareniclina: 0,29; IC 95%: 0,05-1,68 e HR per bupropione: 0,50; IC 95%: 0,10-2,50).

Perché è importante

  • Il fumo si associa a un incremento del rischio di eventi CV come infarto del miocardio, ictus, malattia vascolare periferica, fibrillazione atriale e peggioramento dell’insufficienza cardiaca.
  • La cessazione è la strategia più efficace a disposizione dei fumatori per ridurre tale rischio.
  • Sono disponibili trattamenti farmacologici di dimostrata efficacia per aiutare il processo di cessazione, ma permangono dubbi sulla sicurezza cardiovascolare durante e dopo il loro utilizzo.