I diuretici tiazidici sono efficaci anche nei pazienti con malattia renale avanzata

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
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Messaggi chiave

  • In pazienti con malattia renale cronica avanzata, un trattamento di 12 settimane con clortalidone migliora il controllo della pressione sanguigna.
  • In più, il trattamento con clortalidone riduce il grado di albuminuria, suggerendo un effetto organo-protettivo.
  • Il clortalidone va però usato con cautela nei pazienti che assumono diuretici dell’ansa.

 

Alcuni studi hanno suggerito che i diuretici tiazidici possano essere efficaci per la cura dell’ipertensione anche in pazienti con malattia renale cronica avanzata. Uno studio clinico randomizzato condotto negli Stati Uniti ne fornisce evidenza diretta, dimostrando l’utilità di questa classe di antipertensivi in pazienti con insufficienza renale al quarto stadio. La riduzione nel grado di albuminuria osservata col trattamento suggerisce anche che questo farmaco possa fornire una protezione renale e cardiovascolare. Gli autori dello studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, raccomandano però cautela nell’utilizzo del clortalidone assieme ai diuretici dell’ansa.

Lo studio clinico in doppio cieco è stato finanziato dal National Heart, Lung, and Blood Institute statunitense e dall’Indiana Institute of Medical Research. I 160 pazienti arruolati sono stati randomizzati (1:1) per ricevere il clortalidone o il placebo. Il diuretico è stato utilizzato a una dose iniziale di 12,5 mg/die, aumentabile ogni quattro settimane, fino a un massimo di 50 mg/die. I pazienti sono stati stratificati in base a un pregresso utilizzo di diuretici dell’ansa. L’efficacia del trattamento è stata valutata mediante monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa 24 ore a 12 settimane.

Il 76% dei pazienti arruolati soffriva di diabete mellito e il 60% era in cura con diuretici dell’ansa. In media i pazienti ricevevano 3,4 farmaci antipertensivi che non riuscivano però a controllare l’ipertensione: al momento della randomizzazione la pressione sistolica media era 142,6±8,1 mm Hg nel gruppo clortalidone e 140,1±8,1 mm Hg nel gruppo placebo. La variazione tra la baseline e la settimana 12 di trattamento era -11,0 mm Hg (95%CI da -13,9 a -8,1) nel gruppo clortalidone e -0,5 mm Hg (95%CI da -3,5 a 2,5) nel gruppo placebo. La differenza tra i gruppi (-10,5 mm Hg [da -14,6 a -6,4]) era statisticamente significativa. La variazione percentuale nel rapporto albumina/creatinina nel gruppo clortalidone e nel gruppo placebo era, rispettivamente, -41% e -7% a 4 settimane, -45% e -3% a 8 settimane e -52% e -4% a 12 settimane. Per quanto riguarda gli effetti collaterali, ipocaliemia, aumento reversibile nel livello sierico di creatinina, iperglicemia, vertigini e iperuricemia erano più frequenti nel gruppo clortalidone che nel gruppo placebo.

La riduzione nei valori della pressione è raggiunta già dopo 4 settimane di trattamento e il follow-up indica che persiste per il 44% due settimane dopo la sua interruzione. “Gli effetti persistenti sulla pressione sanguigna e sulla perdita di peso sono consistenti con la lunga durata d’azione del clortalidone o con un effetto modificante del farmaco sulla malattia renale” scrivono gli autori dello studio. Anche la riduzione nel grado di albuminuria, apparentemente almeno parzialmente emodinamicamente-mediata, compariva entro 4 settimane dall’inizio del trattamento e persisteva. “La riduzione persistente nel grado di albuminuria con l’utilizzo di clortalidone suggerisce che il farmaco abbia il potenziale per fornire protezione cardiovascolare e renale in pazienti con malattia renale cronica” propongono gli autori. Il clortalidone va però usato con cautela nei pazienti che ricevono diuretici dell’ansa, soprattutto per il rischio di un aumento nel livello sierico della creatinina. “La dose più bassa di clortalidone produceva il massimo dell’effetto di riduzione pressoria, potrebbe essere la dose di utilizzo più sicura – scrivono gli autori, che aggiungono – Potrebbe essere necessaria una riduzione nella dose del diuretico dell’ansa”.