HIV-1, nuovi dati su bictegravir, emplicitabina e tenofovir alafenamide


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HIV-1, nuovi dati su bictegravir, emplicitabina e tenofovir alafenamide

Autore: Redazione - 22 Marzo 2019

Foster City (USA) – Gilead Sciences ha annunciato i risultati a 48 settimane di uno studio di Fase II/III (Studio GS-US-380-1474) che ha valutato l’efficacia e la sicurezza del regime BIC/FTC/TAF (bictegravir 50 mg/emtricitabina 200 mg/tenofovir alafenamide 25 mg compresse) negli adolescenti e nei bambini a partire dai 6 anni con soppressione virologica che convivono con l’HIV.

Fino alla settimana 48, BIC/FTC/TAF ha mantenuto elevati tassi di soppressione virologica, con una bassa incidenza di eventi avversi correlati al farmaco di studio e nessuna resistenza emergente dal trattamento. I dati sono stati presentati alla CROI (Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections), svoltasi a Seattle.

In Europa, BIC/FTC/TAF è indicato come regime completo per il trattamento dell’infezione da HIV-1 negli adulti senza evidenza presente o passata di resistenza virale alla classe degli inibitori dell’integrasi, a emtricitabina o a tenofovir. BIC/FTC/TAF va assunto una volta al giorno in forma di pillola, non richiede l’esecuzione di test per HLA-B 5701 e non ha alcuna restrizione in termini di assunzione di cibo, carica virale al basale o conta dei linfociti CD4. Va sottolineato che il regime BIC/FTC/TAF non cura l’infezione da HIV o l’AIDS.

“Il continuo investimento di Gilead nella ricerca e nello sviluppo del trattamento dell’HIV ha lo scopo primario di rendere disponibile al maggior numero possibile di persone che vivono con l’HIV le più recenti innovazioni terapeutiche, nonché il potenziale per un efficace trattamento a lungo termine”, ha dichiarato John McHutchison, AO, MD, Chief Scientific Officer e Head of R&D presso Gilead Sciences.

Di seguito, alcuni degli studi su BIC/FTC/TAF presentati alla CROI.

BIC/FTC/TAF in adolescenti e bambini

Lo studio di 48 settimane a singolo braccio, condotto in aperto, ha arruolato 50 adolescenti con soppressione virologica, di età compresa tra 12 e

Alla settimana 48, il 98% (n = 74/75) dei pazienti ha mantenuto una carica virale non rilevabile, come definito dall’algoritmo di snapshot della US Food and Drug Administration (FDA); il rimanente paziente aveva riportato un livello di HIV-1 RNA di 85 c/ml alla settimana 48, ma ha raggiunto una carica virale non rilevabile entro due settimane. Nessun partecipante ha sviluppato resistenza emergente al trattamento. Il dolore/disagio addominale (di grado 1) è stato l’unico evento avverso (EA) correlato al farmaco segnalato in più di un paziente.

Oltre all’efficacia e alla sicurezza, lo studio ha valutato l’impatto della compressa BIC/FTC/TAF sull’aderenza da parte di questa popolazione di pazienti. Tutti i partecipanti hanno riferito che le dimensioni e la forma della compressa BIC/FTC/TAF erano accettabili e che il sapore era gradevole. L’aderenza percentuale mediana a BIC/FTC/TAF, misurata dal conteggio delle pillole, è stata del 99%.

Il profilo di efficacia e sicurezza di BIC/FTC/TAF negli adolescenti e nei bambini non è stato stabilito; il suo utilizzo in queste popolazioni è sperimentale.

BIC/FTC/TAF in adulti naive e adulti dai 50 anni di età

Un’analisi post-hoc dei dati di due studi di Fase III, randomizzati e condotti in doppio cieco (Studi 1489 e 1490), ha valutato BIC/FTC/TAF in adulti naïve al trattamento di età pari o superiore a 50 anni (n = 96/634), alla settimana 96.

Il trattamento con BIC/FTC/TAF ha determinato elevati tassi di soppressione virologica, a prescindere dall’età. BIC/FTC/TAF è stato ben tollerato sia nel braccio complessivo sia in quello dei pazienti di età superiore a 50 anni. Non sono stati osservati effetti clinicamente significativi sulla densità minerale ossea e sui parametri renali di laboratorio nei pazienti di età pari o superiore a 50 anni, una popolazione a più alto rischio di comorbilità.

Regimi a base di TAF nelle donne

Un’analisi aggregata è stata condotta sui dati di 779 donne seguite nel corso di sette studi clinici, randomizzati e in doppio cieco (due in adulti naïve al trattamento e cinque in adulti con soppressione virologica), che hanno valutato, nell’avvio del trattamento o nel passaggio a TAF, l’efficacia e la sicurezza dei regimi basati su TAF rispetto a quelli basati su TDF (tenofovir disoproxil fumarato) fino alla settimana 96.

Tutte le partecipanti che hanno iniziato o sono passate a regimi basati su TAF, ivi incluso BIC/FTC/TAF, sono state confrontate con quelle che hanno iniziato o continuato regimi basati su TDF. Le donne che hanno iniziato o sono passate a regimi basati su TAF, hanno migliorato in modo significativo i parametri ossei e di sicurezza renale rispetto a quelle che hanno iniziato o continuato regimi basati su TDF, con tassi simili di soppressione virologica. Le interruzioni dovute agli eventi avversi sono state scarse in entrambi i gruppi.

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