Grillo, 'Dialogo con sindacati priorità, servono soluzioni praticabili'


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Roma, 22 gen. (AdnKronos Salute) - "I medici hanno capito che il ministro della Salute è il loro primo alleato. L’interesse comune è tenere in piedi il Ssn, riassegnando alla sanità pubblica una centralità e una dignità che negli anni è venuta progressivamente meno. Il dialogo con le parti sindacali è per me prioritario, dobbiamo trovare soluzioni praticabili perché chi lavora nella sanità pubblica sia giustamente e finalmente valorizzato, su questo il mio impegno è massimo". Così il ministro della Salute Giulia Grillo dopo l'incontro di ieri con l'Intersindacale medica, ha sottolineato la sua "soddisfazione per la sospensione dello sciopero dei medici" in programma il 25 gennaio.

"Mi sono impegnata a correggere il comma 687 della legge di bilancio che crea un ostacolo alle trattative contrattuali, attraverso la presentazione di un emendamento del decreto Semplificazioni e prevedo che dopo la conversione in legge del provvedimento si potrà ripartire con il piede giusto - ha aggiunto Grillo - Io non posso chiudere il contratto, ma farò tutto quello che è possibile perché la dirigenza medica e sanitaria abbia il rinnovo che attende da 10 anni".

Ma nella riunione è stato anche ribadito l’impegno per la revisione del parametro di spesa per il personale delle aziende del Ssn, fissato all’1,4% dal 2004. "Ci stiamo lavorando attivamente, è una norma obsoleta, ormai completamente inadatta a questa fase storica, dobbiamo trovare il modo concretamente sostenibile per questo cambiamento", ha precisato Grillo. Si è poi posta con i sindacati la necessità di aprire un tavolo con Mef e Funzione pubblica per trovare una soluzione percorribile alla questione della retribuzione individuale di anzianità (Ria), che di fatto è congelata nei bilanci regionali, e su cui i sindacati chiedono una riforma.

"Sulla Ria dobbiamo ragionare insieme al Mef e alla Funzione pubblica, io non ho nulla in contrario a rivedere la situazione", ha detto il ministro, che però segnala un’altra necessità per la sanità del nostro Paese "in queste settimane stiamo lavorando con le Regioni al Patto per la Salute dove bisogna affrontare alcune tematiche-chiave come la riforma post laurea dei giovani medici che, una volta abilitati, devono poter entrare nel mondo del lavoro e formarsi sul campo come avviene nei Paesi più avanzati. In Italia si entra nel mondo del lavoro molto tardi e per questo i giovani dottori scappano all’estero. Lo ripeto sempre- ha concluso il ministro - senza una visione di futuro, senza correttivi al sistema della formazione medica, il nostro servizio sanitario non può reggere a lungo".