Gravidanza e cancro, un binomio frequente dagli esiti incerti

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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  • La prevalenza di cancro tra le donne in gravidanza è aumentata tra il 2016 e il 2019 perché le cure attuali consentono di portare avanti la gestazione.
  • Le donne con il cancro hanno, rispetto a quelle senza, più probabilità di morire mentre si trovano in ospedale per il parto e di andare incontro a gravi morbilità.

Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti, tra le donne che hanno partorito tra il 2016 e il 2019 il rischio di mortalità e di morbilità è più alto in quelle che colpite da un cancro rispetto a quelle senza tumore. Il cancro più comune è quello al seno, che risulta in crescita nella fascia in età fertile secondo i dati riportati su JAMA Oncology.

Al momento sono disponibili pochi dati sull’associazione tra il cancro e morbilità e mortalità materna. “Non solo l’incidenza del cancro tra le donne in età fertile sta aumentando ma, con il miglioramento dei trattamenti, le donne con un cancro vivono più a lungo" scrivono i ricercatori. "Inoltre, c’è una maggiore attenzione nei riguardi della preservazione della fertilità sia negli uomini sia nelle donne in età riproduttiva e con un cancro”.

Utilizzando i dati del National Inpatient Sample, gli autori hanno analizzato 14.648.135 donne, con età mediana di 29 anni, che hanno partorito tra il 2016 e il 2019, e hanno messo a confronto quelle con un cancro con quelle senza patologia oncologica. Il tasso di prevalenza delle gravidanze in presenza di cancro, pari al 69,3 per 100.000 parti, è aumentato nei tre anni di studio, passando da 64,5 a 73,4, per un incremento relativo del 13,8%. Dopo quello della mammella, le forme più frequenti sono linfomi, leucemie etumori ginecologici. È stato inoltre osservato un aumento della prevalenza di tumori della pelle, dei tessuti molli, del seno, della cavità orale o della faringe. Tra i fattori associati al cancro vi sono sia alcune caratteristiche delle pazienti (età avanzata, anno del parto più recente, etnia bianca, obesità, fumo, ipertensione pre-esistente ed esposizione alla chemioterapia) sia quelle della gravidanza (parto prematuro e parto cesareo).

Il gruppo di pazienti con il cancro ha maggiori probabilità di morire durante la degenza in ospedale (rispettivamente 2,2 e <0,1 per 1.000 parti; OR aggiustato 13,34) e di incorrere in qualsiasi forma di morbilità materna grave (rispettivamente 97,4 e 17,3 per 1.000 parti; OR aggiustato 3,63), ma anche in patologie singole, come per esempio la sepsi (OR aggiustato 11,23) o l’isterectomia (22,06).

Anche i dati raccolti da AIRTUM, l'Associzione dei Registri Tumore italiani, mostrano un andamento analogo a quello statunitense, con un aumento dei casi di donne che, in gravidanza, affrontano un tumore. Nello specifico, AIRTUM ha contato ben 177.026 casi di cancro in età fertile dal 2003 al 2015, collegati a circa 7000 ricoveri osterici. I dati raccolti mostrano anche come nel 53% dei casi le donne portano a termine con successo la gestazione, mentre nel 12% si assiste a una interruzione spontanea della gravidanza e nell11% ad aborto terapeutico.