Gliburide o insulina per il diabete gestazionale?

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • Gliburide e insulina sottocutanea si associano a tassi simili di complicanze perinatali in donne con diabete gestazionale.
  • Servono ulteriori studi per chiarire l’impatto a lungo termine dei diversi trattamenti per il diabete gestazionale.

Secondo i risultati di uno studio pubblicato su JAMA Network Open, la somministrazione di gliburide per il trattamento del diabete gestazionale (DG) non è meno sicura dell’uso di insulina sottocutanea in termini di esiti perinatali. “Il diabete gestazionale è una delle complicanze più comuni in gravidanza e può causare conseguenze negative sulla salute di mamma e neonato” affermano gli autori guidati da Monique M. Hedderson, della Kaiser Permanente Northern California di Oakland, primo nome della ricerca.

“Tra il 30% e il 50% dei casi richiede un trattamento farmacologico, che storicamente sono rappresentati da insulina e gliburide” aggiungono, spiegando che l’uso di gliburide porta con sé diversi vantaggi, inclusa la facilità di utilizzo, una maggiore accettazione da parte delle pazienti e un basso costo. Dall’altro lato, però alcuni studi suggeriscono che l’uso di gliburide sia associato a problemi perinatali quali, per esempio, l’ipoglicemia neonatale e una maggiore durata del ricovero in terapia intensivo neonatale. “Molti degli studi sul confronto tra il trattamento con gliburide e quello con insulina presentano problemi nel loro disegno” dicono Hedderson e colleghi che, per dirimere la controversia sul confronto tra i due trattamenti hanno portato a termine uno studio di coorte coinvolgendo 11.321 pazienti che hanno iniziato il trattamento con gliburide o insulina in gravidanza come prima terapia per il DG.

Le differenze tra gliburide vs insulina emerse dall’analisi non sono risultate statisticamente significative per il rischio di ipoglicemia neonatale (0,85 per 100 nati), ittero (0,02 per 100 nati), distocia della spalla (-1,05 per 100 nati), categorie di bambini nati grandi per età gestazionale (-2,75 per 100 nati).

In modelli multivariati, sono stati osservati rischi inferiori per distress respiratorio nei neonati e rischio di ricovero in terapia intensiva neonatale dopo esposizione a gliburide rispetto a insulina.

“Per identificare in modo corretto le differenze nei rischi perinatali legate all’uso dei due farmaci è importante tenere conto di diversi fattori, tra I quali anche la gravità del DG” dicono i ricercatori, che poi concludono: “È fondamentale condurre ulteriori studi ben disegnati per valutare gli esiti di sicurezza a lungo termine per le donne in gravidanza e per i bambini”.