Gli esperti spiegano come contrastare la sedentarietà a scuola

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

“Fornire una guida a genitori, educatori, decisori politici, ricercatori e personale sanitario”. È questo l’obiettivo principale dei ricercatori del Sedentary Behaviour Research Network (SBRN) che hanno guidato la pubblicazione delle “Raccomandazioni internazionali per bambini e ragazzi sui comportamenti sedentari legati alla scuola”.

Il testo è frutto del lavoro di un gruppo di esperti internazionali e si basa sulle migliori prove disponibili e sul confronto con i diversi stakeholder. “Queste raccomandazioni saranno utili per supportare la salute fisica e mentale, il benessere e il successo scolastico di bambini e ragazzi in età scolare” scrivono sulla rivista International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activiy, i ricercatori guidati da Travis J. Saunders, del Dipartimento di Scienze Umane Applicate presso la University of Prince Edward Island di Charlottetown (Canada).

Il punto di forza del documento, spiegano gli autori, è il fatto che si basa su solidi dati scientifici e che si riferisce nello specifico alla sedentarietà legata alle attività scolastiche, siano esse le lezioni durante la giornata oppure i compiti a casa. “Sono disponibili molte linee guida e raccomandazioni per limitare i comportamenti sedentari in generale o nel tempo libero, ma solo poche hanno questo taglio direttamente legato alla scuola” affermano gli autori, ricordando che la mancanza di movimento nei più giovani si è ulteriormente amplificata nel corso della pandemia di COVID-19, che ha costretto bambini e ragazzi a lunghi periodi di isolamento e di lezioni da casa.

Rischi (e benefici) della sedentarietà nei giovani

La premessa del lavoro di Saunders e colleghi è che comprendere la relazione tra i comportamenti sedentari e la salute o i risultati scolastici non è affatto semplice e che tale relazione sembra differire in base al tipo di comportamento sedentario che si prende in considerazione.

Se da un lato è noto che la sedentarietà può avere un forte impatto negativo sulla salute metabolica, è innegabile che il tempo trascorso a leggere o a svolgere i compiti si associa in modo favorevole ai risultati scolastici dei più giovani.

E ancora, il tempo trascorso davanti agli schermi di computer, TV, tablet o telefonini si è rivelato spesso dannoso per la salute dei giovani tra i 5 e i 18 anni con modifiche negative in termini di composizione corporea, rischio cardiometabolico e autostima, ma di contro questi dispositivi offrono nuove opportunità pedagogiche per coinvolgere gli studenti e durante la pandemia hanno permesso a molti studenti di avere accesso all’istruzione.

“E non è nemmeno l’attività di per sé da condannare come sedentaria: conta soprattutto come la si svolge” precisano i ricercatori. “Ci sono videogiochi che richiedono la partecipazione fisica attiva di chi li utilizza ed è inoltre possibile introdurre l’uso di ‘standing desk’, ovvero di banchi che non prevedono sedie, ma sui quali si lavora in piedi” precisano.

Una cosa è certa: bambini e adolescenti si muovono poco.

I dati italiani dell’indagine Okkio alla Salute, relativi al 2019 (periodo pre-pandemico) mostrano che un bambino su 5 (20,3%) di quelli intervistati non aveva svolto alcuna attività fisica il giorno precedente l’indagine, quasi la metà (43,5%) ha la televisione nella propria camera da letto e altrettanti (44,5%) trascorrono oltre 2 ore al giorno davanti agli schermi.

La stessa analisi mostra anche che il 93% delle scuole prevede il rafforzamento dell’attività motoria, anche se meno del 30% coinvolge i genitori in tali iniziative.

Una giornata scolastica ad hoc

Ecco in sintesi le raccomandazioni per ridurre i comportamenti sedentari a scuola, così come riportate nel documento che descrive una giornata scolastica salutare”.

  • Interrompere i periodi prolungati di sedentarietà inserendo una “pausa di movimento”
    • Almeno una ogni 30 minuti per i bambini tra i 5 e gli 11 anni
    • Almeno una ogni ora per i ragazzi tra i 12 e i 18 anni
    • Prendere in considerazione diverse tipologie di intensità e durata delle pause (stretching, lezioni attive, alzarsi in piedi, ecc)
  • Inserire diversi tipi di movimento all’interno delle ore dedicate ai compiti e limitare i compiti svolti in modo sedentario a 10 minuti per ciascun anno scolastico (per esempio non oltre 10 minuti per la prima classe, circa 60 minuti al sesto anno scolastico).
  • Indipendentemente da dove si svolge, il tempo trascorso davanti agli schermi per motivi scolastici dovrebbe essere attivo dal punto di vista fisico e mentale e avere uno specifico significato pedagogico che migliori l’apprendimento rispetto ad altri metodi. Quando si deve stare davanti a uno schermo per motivi scolastici:
    • limitare il tempo trascorso davanti ai dispositivi elettronici soprattutto per i più giovani (5-11 anni)
    • fare almeno una pausa dallo schermo ogni 30 minuti
    • scoraggiare il cosiddetto “media multitasking”, ovvero seguire contemporaneamente diversi tipi di media digitali o comunque sugli schermi (guardare la televisione, inviare messaggi, ecc)
    • evitare compiti davanti allo schermo nell’ora precedente a quando si va a dormire.
  • sostituire le attività di apprendimento sedentarie con altre basate sul movimento (anche alzandosi in piedi) e quelle che prevedono l’uso di schermi con altre che non lo prevedono (lezioni all’aperto, ecc). Questo potrebbe essere di ulteriore supporto al benessere e alla salute degli studenti.

“Dato il ruolo fondamentale che la scuola può avere nel promuovere comportamenti salutari, incoraggiamo le agenzie di salute pubblica nazionali e internazionali a prendere in considerazione raccomandazioni specifiche legate ai comportamenti sedentari in ambiente scolastico nelle future linee guida sulla sedentarietà” concludono gli esperti, che forniscono anche indicazioni su come implementare le raccomandazioni nella pratica quotidiana.