Gli esperti, sieropositivi in terapia antiretrovirale non trasmettono Hiv


  • Adnkronos Salute
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Roma, 5 giu. (AdnKronos Salute) - Le nuove terapie per contrastare l’Aids stanno mutando drasticamente le caratteristiche del contagio. Chi fa un uso corretto e regolare delle cure antiretrovirali necessarie, infatti, ha un rischio di trasmettere l’infezione da Hiv pari a zero. Ciò non implica che si possa abbassare la guardia, anche perché queste terapie non proteggono da altre malattie sessualmente trasmissibili; tuttavia diventa possibile superare lo stigma e affrontare con paradigmi nuovi il tema della prevenzione dell’infezione e dello stop dell’epidemia. Milano si appresta ad accogliere fino al 7 giugno all'Università Statale oltre 1200 partecipanti dall’Italia e dall'estero, tra specialisti e clinici, ricercatori di base, infermieri, operatori nel sociale, volontari delle associazioni, pazienti, tutto il mondo della 'community' e stampa, per l'11ma edizione di Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research), la conferenza italiana su Aids e ricerca antivirale.

Il congresso Icar sarà il primo consesso nazionale a trattare il tema U=U, con una tavola rotonda che si terrà venerdì 7 giugno, a cui prenderanno parte clinici, community, pazienti, per coinvolgere tutti gli attori in campo. Con la formula U=U, Undetectable=Untransmittable, ossia Non rilevabile=Non trasmissibile, si vuole sintetizzare un’importante evidenza scientifica frutto di una ricerca da poco pubblicata su Lancet, lo studio Partner, durato 8 anni, che vede tra gli autori Andrea Antinori, specialista all'Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani Irccs di Roma. "Questo studio ha dimostrato che su un totale di oltre 76mila rapporti senza preservativo tra coppie omosessuali siero-discordanti, ossia con un partner Hiv positivo ma con viremia non rilevabile perché controllata da farmaci antiretrovirali e con un partner sieronegativo, la trasmissione dell’infezione è risultata pari a zero, pur senza assumere PrEP", ha spiegato Antinori.

Lo studio Partner non è l’unica ricerca che dimostra questo concetto: "Possiamo pertanto affermare che chi è Hiv positivo, ma prende regolarmente la terapia e ha una viremia stabilmente soppressa può avere rapporti sessuali non protetti, sia eterosessuali che omosessuali, con partner sieronegativo, senza avere alcun rischio di infettarlo. Questa notizia è direi rivoluzionaria perché le persone sieropositive in cura non sono più fonte di contagio e possono affrontare più serenamente la comunicazione della loro sieropositività con il proprio partner sessuale", aggiunge Antonella D'Arminio Monforte, uno dei quattro presidenti del congresso di Milano Icar 2019.

Il vero problema dunque non sono i soggetti con infezione da Hiv in terapia (oltre 100mila in Italia), bensì il cosiddetto 'sommerso', ossia coloro che sono infetti dal virus ma non ne sono consapevoli. Un numero di soggetti che nel nostro paese si stima che ammonti a circa 15mila persone: costoro, oltre a essere un problema per se stessi, in quanto non diagnosticati e non in trattamento progrediscono verso la malattia, e sono un problema per la società, in quanto potenziale fonte inconsapevole di trasmissione.