Gli antidepressivi in gravidanza alterano il neurosviluppo nel bambino?

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
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Messaggi chiave

  • In uno studio di coorte l’analisi statistica multivariata suggerisce che l’esposizione agli antidepressivi durante la gestazione non aumenta il rischio di disturbi del neurosviluppo.
  • I dati crudi suggeriscono però una possibile associazione tra l’esposizione agli antidepressivi e problemi con la formazione e la maturazione del sistema nervoso.
  • Monitorare i bambini le cui madri hanno assunto antidepressivi in gravidanza può favorire la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo dei disturbi del neurosviluppo.

 

Uno studio che ha esaminato oltre tre milioni di gravidanze suggerisce che l’uso di antidepressivi da parte della gestante non aumenta il rischio di disturbi del neurosviluppo nella prole. È un messaggio rassicurante che deriva da un’analisi che ha tenuto in considerazione diversi possibili fattori confondenti. Il fatto che i dati crudi suggeriscono un rischio di patologie del neurosviluppo fino a due volte più alto con l’esposizione agli antidepressivi invita però a mantenere alta l’attenzione. Potrebbe infatti valere la pena di considerare tale esposizione un indicatore di allerta per lo screening precoce.

Lo studio, coordinato dall’Università di Harvard e pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine, ha preso in esame due coorti di donne gravide beneficiarie dell’assistenza sanitaria pubblica e privata negli Stati Uniti, per un totale di 3.178.447 gravidanze. In 145.702 di queste gravidanze alla madre era stato dispensato un antidepressivo tra la 19a settimana di gestazione e il parto, periodo in cui si verifica la sinaptogenesi. Si è andati quindi a verificare se l’esposizione agli antidepressivi si associava a un aumentato rischio di disturbi del neurosviluppo nella prole.

Se si guardavano i dati crudi, l’esposizione agli antidepressivi si associava a un rischio di disturbi del neurosviluppo in alcuni casi persino raddoppiato, tuttavia, nelle analisi corrette in modo più estensivo per i fattori confondenti non si osservava nessuna associazione. La correzione dell’analisi teneva conto di fattori quali le caratteristiche demografiche, la gravità dei problemi di salute mentale (valutata attraverso proxy come il numero di visite psichiatriche), gli stili di vita (fumo, alcol, droghe), l’assunzione di altri farmaci, la presenza di comorbilità e l’adeguatezza delle cure prenatali.

Confrontando fratelli/sorelle (siblings) esposti e non esposti agli antidepressivi (un confronto che permette di includere anche fattori genetici), l’hazard ratio era 0,97% (95%CI 0,88-1,6) per i disturbi del neurosviluppo in generale, 0,86 (0,60-1,23) per i disturbi dello spettro autistico, 0,94 (0,81-1,08) per il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, 0,77 (0,42-1,39) per i disturbi specifici dell’apprendimento, 1,01 (0,88-1,16) per i disturbi dello sviluppo del linguaggio, 1,00 (0,45-2,22) per la disabilità intellettiva e 0,95 (0,80-1,12) per i disturbi del comportamento. I risultati erano generalmente simili indipendentemente dalla classe di antidepressivi, dal farmaco specifico e dal momento dell’esposizione (inizio o fine della gravidanza).

“I risultati di questo studio di coorte suggeriscono che l’uso di antidepressivi in gravidanza non aumenta il rischio di disturbi del neurosviluppo nei bambini – concludono gli autori – Tuttavia l’elevata incidenza cumulativa cruda dei disturbi del neurosviluppo suggerisce che l’uso di antidepressivi da parte delle gestanti è un robusto indicatore di rischio. Per questo motivo, l’esposizione agli antidepressivi durante la gestazione potrebbe essere un marcatore importante per lo screening e l’intervento precoce nei bambini al fine di migliorare gli esiti relativi ai disturbi del neurosviluppo”.