Gli anticoagulanti orali riducono il rischio di demenza negli anziani con fibrillazione atriale

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • Gli anziani che soffrono di fibrillazione atriale (FA) hanno un declino cognitivo più rapido e un rischio aumentato del 40% di sviluppare demenza.
  • La FA non si associa a un aumento significativo del rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.
  • Tra gli anziani che soffrono di FA, coloro che assumono anticoagulanti orali hanno un rischio diminuito del 60% di sviluppare demenza.
  • Gli antiaggreganti piastrinici non hanno un effetto protettivo sulla demenza nei pazienti con FA.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio ha incluso 2.685 partecipanti dello studio SNAC-K, anziani ≥60 anni residenti in un quartiere di Stoccolma (Svezia) non affetti da demenza, sottoposti a controlli regolari dal 2001-2004 al 2010-2013.
  • Dagli esami clinici e dal registro dei pazienti sono stati identificati i pazienti con FA.
  • La funzione cognitiva globale è stata accertata con il test MMSE (Mini-Mental State Examination).
  • Sono stati usati i seguenti criteri diagnostici: DSM-IV (demenza), NINDS-AIREN (demenza vascolare), NINCDS-ADRDA (malattia di Alzheimer).
  • I dati sono stati analizzati usando modelli di regressione lineare multipla.
  • L’analisi è stata corretta per fattori demografici, fattori legati agli stili di vita e malattie croniche.
  • Fonti di finanziamento: Swedish Ministry of Health and Social Affairs, Swedish Research Council.

 

Risultati principali

  • Alla baseline, i pazienti con FA erano 243 (9,1%); durante i 9 anni di follow-up, 279 partecipanti (11,4%) hanno sviluppato FA e 399 (14,9%) hanno sviluppato demenza.
  • La FA si associa in modo significativo a un declino più rapido della funzione cognitiva globale (coefficiente β -0,24; IC95% da -0,31 a -0,16) e con un rischio più alto di demenza per ogni causa (HR 1,40; IC95% 1,11-1,77) e demenza per cause vascolari e mista (HR 1,88; 1,09-3,23), ma non con la malattia di Alzheimer (HR 1,33; 0,92-1,94).
  • Tra i pazienti con FA prevalente o incidente, l’uso di anticoagulanti orali, ma non di antiaggreganti piastrinici, si associa con un rischio ridotto di demenza (HR 0,40; IC95% 0,18-0,92).

 

Limiti dello studio

  • Non vengono distinte le tipologie di FA; mancano dati sulla durata del trattamento antitrombotico e sulla qualità del controllo della terapia anticoagulante (sovra o sotto coagulazione sono fattori di rischio per la demenza).

 

Perché è importante

  • Ci sono evidenze dell’esistenza di un’associazione tra FA e demenza nei soggetti di mezza età e nei pazienti con ictus, mentre l’esistenza di questa relazione nell’anziano è ancora controversa.
  • Lo studio mostra un’associazione della FA con la demenza di origine vascolare e mista, ma non della malattia di Alzheimer, in una coorte di soggetti anziani.
  • La scoperta di questa associazione ha potenziali implicazioni terapeutiche: nei pazienti con FA, l’utilizzo di anticoagulanti orali può ridurre, oltre che il rischio di ictus, quello di declino cognitivo.