Giovani Fnomceo, no a sfruttamento neomedici e 'mini' formazione


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Roma, 19 ago. (AdnKronos Salute) - "No ad ogni tentativo di limitare le possibilità di una giusta, congrua e doverosa formazione dei medici neolaureati, che non possono essere 'sfruttati' come bassa manovalanza e non possono essere - allo stesso tempo - illusi di poter 'barattare' una formazione specialistica che dura necessariamente 4 o 5 anni con un corso intensivo della durata di poche settimane: un precedente pericoloso che sminuisce l’importanza delle skills teoriche e pratiche oggi acquisite nei percorsi formativi in favore di una presunta e assurda 'equipollenza'". Così l’Osservatorio giovani professionisti medici e odontoiatri della Fnomceo, boccia la delibera della Regione Veneto del 14 agosto.

Il provvedimento, scrivono i giovani medici e odontoiatri in una nota propone "di 'formare', per così dire, attraverso un mini-corso di 92 ore, circa 500 medici non specialisti, in possesso della sola abilitazione, per poi impiegarli nei reparti più affollati e delicati degli ospedali regionali, vale a dire nelle Unità operative medicina interna e geriatria oltre che nei Pronto soccorso e nelle medicine d'urgenza. Una decisione che suscita non poche perplessità e che ha già innescato una serie di reazioni, unitarie tra loro (aspetto, questo, da non sottovalutare), da parte della stessa Federazione nazionale degli Ordini e delle principali sigle sindacali".

La soluzione alle croniche carenze di personale medico è, invece, secondo l'Osservatorio "una e una soltanto: fare in modo che per ogni laureato in Medicina e Chirurgia sia stanziata una borsa di studio per la formazione in una disciplina specialistica o nell’ambito della medicina generale. Sono da apprezzare, in questo senso, le aperture del ministro Giulia Grillo, tuttavia è necessario che da una parte il Governo centrale e, dall’altra, le Regioni investano immediatamente le risorse necessarie alla formazione del futuro personale del Servizio sanitario nazionale".

I giovani medici e odontoiatri ribadiscono, in conclusione, "il loro deciso No allo 'sfruttamento' dei giovani medici tutti, sia di quelli in formazione, sia di quelli ancora bloccati nell'imbuto post lauream, e chiedono di mantenere alti gli standard qualitativi della formazione medica".

"Si sta giocando una partita cruciale per il futuro del nostro Sistema sanitario nazionale", afferma Alessandro Bonsignore, coordinatore dell’Osservatorio. "I giovani medici - conclude - devono ambire a diventare professionisti formati, in grado di farsi pienamente carico del Ssn, a tutela della salute di tutti i cittadini".