Ginecologi Aogoi, 'Umbria? Non tutto il male nuoce, ha sollevato problema'


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 16 giu. (Adnkronos Salute) - "Non contesto le decisioni di una singola Regione, essendo la sanità una sua competenza, ma non tutto il male viene per nuocere": la decisione della presidente dell'Umbria di vietare l'aborto farmacologico in day hospital "ha avuto il merito di sollevare la questione anche a livello nazionale e infatti il ministro della Salute Roberto Speranza ha richiesto un parere al Consiglio superiore di sanità (Css): vuol dire che su questo tema qualcosa si sta muovendo". A parlarne con l'Adnkronos Salute è Elsa Viora, presidente dell'Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi).

"Ciò che come società scientifica stiamo facendo - ha spiegato - è lavorare a livello nazionale. Nel pieno della pandemia, anche approfittando un po' della situazione, avevamo cercato di evidenziare una questione importante che era caduta nel vuoto, al di là di dichiarazioni a voce di sensibilità al problema. Quella che oggi si è scatenata in Umbria a questo punto non può che farci piacere: speriamo che il Css si esprima in modo favorevole perché sarebbe un grande vantaggio prima di tutto per la salute delle donne, e poi per l'organizzazione ospedaliera".

"I nodi da sciogliere - ricorda la presidente Aogoi - sono due: quello di poter ampliare l'uso del farmaco da 7 settimane a 9, da 49 a 63 giorni di gestazione, e di ampliare anche l'uso in regime ospedaliero, perché non si vuole di certo togliere competenza alle strutture che hanno acquisito esperienza e preparazione negli anni. Però in situazioni dove gli ospedali non ce la fanno (come nel caso della pandemia) perché si devono occupare di altro, penso si possa pensare ad allargare anche l'uso in day hospital".