Gestione della tossicita' da immunoterapia


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AIOM Associazione Italiana di Oncologia Medica

Gestione della tossicita' da immunoterapia

Linea guida edizione 2019 - Aggiornata a ottobre 2019

L’immunoterapia ha rappresentato una svolta epocale nel trattamento dei tumori, in particolare grazie allo sviluppo di farmaci che agiscono sugli immunocheckpoint. Gli immunocheckpoint sono proteine coinvolte in pathways di regolazione delle cellule del sistema immunitario, sia di tipo attivatorio che inibitorio. Tali pathways costituiscono fisiologicamente meccanismi di cruciale importanza nella regolazione della risposta immune, al fine di evitare fenomeni di autoimmunità e limitare il danno tissutale in corso di risposta ad agenti patogeni, ma possono essere sfruttati dai tumori come meccanismi di immunoevasione ed immunoresistenza.
I farmaci immunoterapici attualmente impiegati nella pratica clinica sono immunocheckpoint inibitori (ICI) che, bloccando le pathways inibitorie del sistema immunitario, riattivano la risposta immune anti-tumorale. Gli ICI finora approvati sono anticorpi monoclonali diretti contro le proteine cytotoxic T-lymhocite- associate-4 (CTLA-4), programmed cell death protein 1 (PD-1) e programmed cell death-ligand 1 (PD-L1). CTLA-4 è un recettore di membrana espresso dal linfocita T nella fase di priming. CTLA-4 esercita una azione inibitoria sul linfocita T in seguito ad interazione con i propri ligandi, CD80 (B7-1) e CD86 (B7-2), espressi sulla superficie delle cellule presentanti l’antigene. PD-1 è un recettore di membrana espresso dal linfocita T nella fase effettrice, soprattutto in condizioni di esposizione cronica all’antigene, ed esercita un’azione inibitoria sul linfocita mediante interazione con i propri ligandi, PD-L1 e PD-L2, presenti nel microambiente tumorale. Gli anticorpi anti-CTLA-4 e anti PD-1/anti PD-L1, interrompendo le interazioni ligando/recettore, rimuovono l’inibizione del linfocita T e ne favoriscono l’attività citotossica antitumorale. Tali farmaci, agendo su un sistema intrinseco all’organismo quale il sistema immunitario, e non nei confronti di un singolo specifico bersaglio tumorale, sono potenzialmente attivi nei confronti di molteplici neoplasie. In effetti, si sono dimostrati efficaci nel prolungare la sopravvivenza in un ampio spettro di neoplasie solide ed ematologiche.

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