Gestione dell’infarto del miocardio, l’età non conta


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggio chiave

  • Similmente a quanto osservato in studi condotti su pazienti più giovani, anche nei pazienti con infarto del miocardio senza sopraslivellamento del segmento ST (NSTEMI) con più di 80 anni, una gestione invasiva si associa a una riduzione della mortalità.

 

Descrizione dello studio

  • Sono stati analizzati i dati raccolti da 5 ospedali UK.
  • I pazienti eleggibili avevano ≥80 anni, erano stati sottoposti a misurazione della troponina e avevano ricevuto una diagnosi di NSTEMI tra il 2010 e il 2017 (n=1976).
  • Sono state stimate la probabilità del paziente di ricevere una gestione invasiva e la mortalità.
  • Fonte di finanziamento: NIHR Imperial Biomedical Research Centre.

 

Risultati principali

  • Il 56% dei pazienti (n=1.500; età mediana 86 anni; IQR 82-89) ha ricevuto una gestione non invasiva.
  • La gestione invasiva era più probabile in pazienti trasferiti da altro ospedale e in quelli con storia familiare di ischemia coronarica, mentre la gestione non invasiva era più probabile nei pazienti con malattia polmonare interstiziale e in quelli con indicatori di fragilità.
  • Durante il follow-up (mediana 3,0 anni; IQR 1,2-4,8), sono morti 613 pazienti (41%).
  • La mortalità a 5 anni cumulativa corretta era 36% nel gruppo con gestione invasiva e 55% nel gruppo con gestione non invasiva (HR 0,68; IC 95% 0,55-0,84).
  • La gestione invasiva si associava a una ridotta incidenza di ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca (HR 0,67; IC 95% 0,48-0,93).

 

Limiti dello studio

  • È possibile che la scelta della gestione sia stata influenzata da qualche fattore confondente non considerato nell’analisi.

 

Perché è importante

  • La maggior parte dei pazienti con NSTEMI ha più di 70 anni.
  • Molti medici gestiscono solo una minoranza dei pazienti anziani con NSTEMI con un approccio invasivo (es. solo il 38% dei pazienti con più di 81 anni riceve un’angiografia coronarica contro il 78% dei pazienti con meno di 60 anni).
  • Studi precedenti hanno suggerito una riduzione della mortalità nei pazienti con NSTEMI gestiti con un approccio invasivo rispetto a uno non invasivo, tali studi escludevano però pazienti molto anziani.
  • Nei pazienti che possono essere gestiti sia in modo invasivo che in modo non invasivo, l’approccio invasivo sembra preferibile indipendentemente dall’età.