Gestione del peso, una chiave per prevenire e trattare il diabete di tipo 2

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • La riduzione del peso e il suo mantenimento entro livelli definiti aiutano a migliorare il controllo glicemico in pazienti adulti con diabete di tipo 2.
  • Per una corretta gestione del peso lo stile di vita è fondamentale, ma in casi specifici è possibile anche far ricorso a trattamenti farmacologici o chirurgici.

Calo ponderale, effetto delle terapie ipoglicemizzanti sul peso e anche chirurgia bariatrica. Sono solo alcuni dei punti presi in considerazione nelle linee guida 2022 della American Diabetes Association (ADA) e recentemente riassunti in un articolo pubblicato su JAMA, primo nome Cherry Jiang, della University of Chicago.

“Si stima che circa una persona su 10 negli Stati Uniti soffra di diabete e nel 90-95% dei casi si tratta di diabete di tipo 2” spiegano gli autori, ricordando che l’obesità aumenta il rischio di diabete di tipo 2, e che entrambe le condizioni rappresentano fattori di rischio cardiovascolare.

In Italia non va molto meglio in termini di epidemiologia. Infatti, come si legge sul sito del Ministero della Salute, circa il 5% degli italiani soffre di diabete di tipo 2: sono oltre 3 milioni di persone alle quali se ne potrebbero aggiungere molte altre (circa 1 milione) che hanno la patologia ma non hanno ancora ricevuto la diagnosi.

Da qui l’importanza di lavorare alla perdita di peso in soggetti sovrappeso, strategia efficace per migliorare il controllo glicemico, e di farlo attraverso percorsi che si basano su dati scientifici più solidi possibile.

Queste le principali raccomandazioni sul tema da parte degli esperti ADA, descritte in dettaglio nelle linee guida:

  • Interventi basati su dieta, attività fisica e terapia comportamentale dovrebbero essere utilizzati per raggiungere e mantenere un calo pari ad almeno il 5% del peso corporeo. Perdite oltre tale percentuale potrebbero migliorare ulteriormente il controllo glicemico e la salute cardiovascolare.
  • Gli interventi per il calo ponderale devono prevedere anche frequenti sessioni di counselling.
  • Nel prescrivere farmaci ipoglicemizzanti è importante tener conto del loro effetto sul peso.
  • È possibile far ricorso a medicinali per la perdita di peso in pazienti con indice di massa corporea (IMC) pari almeno a 27.
  • È possibile prendere in considerazione la chirurgia metabolica nei pazienti con IMC di almeno 40 e in quelli con IMC tra 30 e 39,9 che non ottengono alo ponderale duraturo o miglioramento delle comorbilità con metodi non chirurgici (per soggetti asiatici-americani sono indicate soglie differenti di IMC).

“Servono ulteriori studi per identificare i migliori farmaci anti-diabetici in pazienti sovrappeso o obesi e per valutare efficacia e sicurezza a lungo termine degli interventi farmacologici e chirurgici per la perdita del peso” concludono gli autori, precisando che anche la sostenibilità economica di tali terapie merita un approfondimento in studi futuri.