Geriatri Sigg, 'ripensare sistema assistenza adeguato a esigenze anziani'

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Roma, 28 gen. (Adnkronos Com- - "Dovremo ripensare l’intero sistema dell'assistenza perché sia finalmente adeguato alle reali esigenze degli anziani, per esempio aumentando l'offerta di servizi a domicilio oppure in strutture intermedie che possano ridurre l'istituzionalizzazione dopo eventi acuti, riattivando percorsi di cura ambulatoriali e di Day Hospital, ma anche promuovendo la formazione in geriatria in medicina e nelle professioni sanitarie". A dirlo Francesco Landi, presidente della Società italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg), che ha tracciato un bilancio su come è cambiata la vita degli anziani a due anni da quel 30 gennaio, in cui venivano diagnosticati i primi due casi di Covid-19 nel nostro Paese su una coppia di turisti cinesi.

"Ora si può guardare al futuro con maggiore serenità: piano vaccinale e Rsa sono una battaglia vinta. Ma serve un geriatra in ogni struttura, rafforzare le cure a domicilio e un ‘anagrafe’ dei più fragili da raggiungere con la telemedicina", aggiunge. In questi due anni gli anziani, si legge in una nota Sigg, "hanno pagato il prezzo più alto, più fragili e più colpiti dal virus fin dall’inizio della pandemia, oggi la maggioranza degli over 70 è ben protetta grazie al 92% della copertura vaccinale che ha visto nelle Rsa una priorità, trasformandole da focolai a luoghi tra i più sicuri e tutelati dal contagio. Così per gli anziani si può ora guardare al futuro con maggiore serenità. A patto di raggiungere con i vaccini anti Covid circa mezzo milione di over 70 che ancora mancano all’appello (5.6% dei 10.467.00 over 70 italiani), ma anche di evitare che l’isolamento peggiori una situazione già frequente di fragilità cognitiva e fisica".

"Oggi - dice Landi - l’età media dei ricoverati in reparti ordinari e di terapia intensiva sta scendendo e gli over 65, pur restando soggetti fragili e a rischio a causa dell’età e della frequente compresenza di più patologie, grazie alle vaccinazioni sono ben protetti dalle conseguenze più gravi del contagio. A oggi il 92,4% degli over 70 ha completato il ciclo vaccinale, inoltre le nuove regole per l’accesso alle Rsa, che richiedono il Green pass rafforzato hanno messo in sicurezza anche i più fragili fra gli anziani. Resta tuttavia da raggiungere" coloro che non sono ancora vaccinati e "trovare una nuova normalità per tutti gli anziani".

Il successo della campagna vaccinale sta consentendo un lento ritorno alla normalità ma la vita degli anziani è cambiata molto. "Quest’anno- aggiunge Landi - le restrizioni sono diminuite rispetto allo scorso inverno per chi è vaccinato, tuttavia le cautele, doverose per proteggere la salute dei più fragili possono continuare ad avere un impatto maggiore sul benessere fisico e cognitivo degli anziani. L’isolamento infatti da una parte riduce il livello di attività fisica con conseguenze negative soprattutto per chi soffre di patologie come osteoporosi, artrosi, malattie neurologiche come il Parkinson, diabete, malattie cardiovascolari; dall’altra peggiora il tono dell’umore e la performance cognitiva, con ripercussioni sul benessere emotivo perché l’anziano può percepire più acutamente la perdita di contatti sociali dovuta alle rinunce imposte dalla pandemia, da un pranzo in famiglia a una visita dei nipotini. "Fondamentale, dunque, "fare in modo che gli anziani possano tornare all’attività fisica e alla socialità pur nel rispetto delle regole"

Le Rsa, "dopo i problemi iniziali in cui sono emerse con evidenza molte loro fragilità, hanno dimostrato di poter essere luoghi sicuri. Una loro riorganizzazione per renderle più omogenee su tutto il territorio nazionale e, per esempio, rendere ovunque obbligatoria la presenza di geriatri o infermieri notturni, è ora importante per elevare ulteriormente gli standard. Il progetto GeroCovid Sigg, nato per capire l’impatto della pandemia nelle Rsa tenendo conto di numerosi indicatori organizzativi e di salute, sta costituendo un valido aiuto perché sta indicando con chiarezza i punti di forza e di debolezza del sistema, su cui agire non solo perché non si ripetano gli errori della primavera di due anni fa, ma anche per migliorare l’assistenza a lungo termine degli anziani", conclude Landi.