Genova, al Gaslini salvato 15enne arrivato dall'Albania in coma


  • Adnkronos Salute
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Roma, 13 mag. (AdnKronos Salute) - A 9 mesi dall'annegamento nel lago di Scutari in Albania, e dopo 5 mesi dal ricovero dall'ospedale Gaslini di Genova, Musa, 15enne albanese, sarà "dimesso oggi e restituito a una vita normale". Lo annuncia l'Irccs pediatrico ligure, raccontando la storia del ragazzo che ad agosto 2018 era stato ricoverato in un reparto di Rianimazione del suo Paese "in stato di coma e in gravissime condizioni generali. I familiari hanno organizzato una raccolta fondi tramite l'emittente 'News 24 Albania' per rendere possibile il trasferimento - spiegano dal Gaslini - e il ragazzo è arrivato da noi a inizio dicembre".

"Oggi possiamo dimettere e restituire a una vita normale un ragazzo: un successo ancora una volta di squadra - afferma il direttore generale del Garlini, Paolo Petralia - grazie alla perseveranza e alla sincronia dei diversi operatori del nostro grande policlinico pediatrico, dal personale della Gastroenterologia a quelli della Riabilitazione, della Chirurgia e dell'Ortopedia, che insieme hanno restituito speranza e guarigione a un piccolo paziente e alla sua famiglia". Il ragazzo nel frattempo ha ottenuto un permesso di soggiorno provvisorio e proseguirà il trattamento presso i servizi territoriali della provincia di Cuneo dove risiedono alcuni parenti.

"Durante il ricovero al Gaslini Musa ha ripreso 12 chili di peso e 12 centimetri in altezza", riferisce Paolo Gandullia, direttore dell'Unità operativa complessa di Gastroenterologia. Lo specialista parla di "un percorso lento e difficoltoso che alla fine ha prodotto il risultato sperato, con grande gioia e partecipazione di tutto il reparto che si è affezionato moltissimo al ragazzo".

La vicepresidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria, Sonia Viale, sottolinea "l'orgoglio di avere sul nostro territorio questo l'Irccs pediatrico, all'avanguardia nelle cure e nella ricerca scientifica. Ogni anno il Gaslini assiste migliaia di bambini in arrivo da tutta la Liguria, da tutta Italia (il 42% dei piccoli pazienti proviene da fuori regione) e da oltre 74 Paesi nel mondo. Quello di oggi è uno straordinario risultato, che si aggiunge alla bellissima notizia diffusa poco più di un mese fa sull'intervento di trapianto unico al mondo che ha salvato la vita a una bimba di 10 anni. Al Gaslini non solo si curano i bambini, ma ci si prende anche cura di loro".

"Il paziente è giunto in stato vegetativo, con una grave disfagia, una doppia emiparesi e blocco delle articolazioni", ricorda Paolo Moretti, direttore dell'Uoc di Medicina fisica e Riabilitazione del Gaslini. "Questi casi hanno in genere una prognosi negativa, tutto dipende dal tempo che passa tra l'incidente e la successiva rianimazione cardio-circolatoria - precisa l'esperto - perché in questo intervallo il cervello resta senza ossigeno e subisce danni gravissimi".

Musa - proseguono dall'ospedale - è arrivato al Gaslini "in condizioni generali estremamente critiche per una condizione di grave denutrizione e di insufficienza renale", quindi i medici hanno deciso inizialmente un ricovero nell'Uoc di Gastroenterologia. "E' stato necessario stabilizzare le condizioni generali del ragazzo - dice Gandullia - ed effettuare una gastrostomia endoscopica nutrizionale per poter effettuare una rialimentazione modulata e bilanciata, considerando anche che non erano valutabili gli esiti del danno cerebrale che aveva subito sull'integrità di suzione, masticazione e deglutizione. Gradualmente siamo riusciti a ristabilire uno stato nutrizionale adeguato e abbiamo potuto in seguito iniziare a rialimentarlo per bocca".

Mentre procedevano la stabilizzazione clinica generale e la rialimentazione è stato avviato immediatamente l'intervento riabilitativo per favorire il recupero della coscienza, della deglutizione, del linguaggio e del movimento. "Tutto il team multi professionale della Riabilitazione, fisiatra, fisioterapista, logopedista, psicologo e terapista occupazionale - elencano dal Gaslini - è stato da subito impegnato con interventi coordinati. Il ragazzo ha raggiunto via via una condizione di coscienza minima fino ad arrivare a un progressivo risveglio. Questo ha consentito di lavorare, malgrado la barriera linguistica, con l'aiuto dei familiari al miglioramento delle sue possibilità di relazione con l'ambiente e al recupero del linguaggio".

Nel frattempo si è lavorato al recupero dei movimenti e gradualmente al recupero della possibilità di controllare la posizione del capo e del tronco, così da iniziare a poter stare in posizione seduta, fino ad arrivare alla posizione in piedi ed al cammino. "Il recupero del movimento si è dimostrato molto problematico - spiegano ancora i sanitari - soprattutto per l'arto superiore destro che era deformato per la formazione di grosse calcificazioni che bloccavano le articolazioni, per questo motivo il ragazzo è stato sottoposto a un delicato intervento di chirurgia ortopedica".

Oggi Musa, "pur con qualche problema di memoria - puntualizza Moretti - è in grado di comunicare in albanese con i familiari e anche un poco in italiano con gli operatori, di camminare con sicurezza e di alimentarsi in autonomia. Proseguirà il trattamento riabilitativo per migliorare l'orientamento e la memoria, e per recuperare dopo l'intervento una parziale funzionalità all'arto superiore destro. Il ragazzo nel frattempo ha ottenuto un permesso di soggiorno provvisorio con la prospettiva di poter riprendere, alla fine del percorso riabilitativo, una vita normale, sia pur con qualche piccolo adattamento".