Garante privacy, ok informazioni su cellulare familiari dopo triage paziente


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 6 apr (Adnkronos Salute) - Dopo aver fatto il triage in Pronto soccorso, un paziente può autorizzare un familiare a ricevere un link sullo smartphone o sul tablet che lo indirizza ad una pagina web dove visualizzare le procedure di cura, i tempi di attesa, le dimissioni o il trasferimento nei reparti di degenza. Il via libera a questa pratica arriva dall'Autorità garante della Privacy, che ha archiviato l’istruttoria avviata nei confronti di una Asl che lo scorso anno aveva introdotto questo tipo di servizio online per fornire informazioni ai familiari sui pazienti. La Asl potrà dunque riprendere l’attività sospesa dopo l’avvio dell’istruttoria.

A chi accede al servizio - si legge sulla newsletter dell'Autorità - non sono mostrate informazioni diagnostiche, né i dati anagrafici del paziente, ma solamente il codice di accettazione e l’elenco cronologico delle visite e degli esami. La pagina contiene informazioni standard ed è raggiungibile anche per le 48 ore successive alle dimissioni dal pronto soccorso. Chi non usufruisce del servizio o ha bisogno di maggiori informazioni può sempre rivolgersi al personale direttamente a voce.

Nella prima fase dell’istruttoria, l’Ufficio del Garante aveva rilevato alcune criticità con riferimento alle valutazioni effettuate dalla Azienda sulla necessità e proporzionalità dei trattamenti rispetto alle finalità perseguite, sulla tipologia delle informazioni visualizzabili attraverso il servizio e sull’opportunità di attivare lo stesso per tutte le tipologie di pazienti (codice rosso, vittime di violenza). Altri elementi di criticità riguardavano l’informativa e il modello di raccolta dei dati e del consenso per l’adesione al servizio.

A seguito dei rilievi sollevati, l’Azienda sanitaria ha presentato una nuova valutazione d’impatto e i nuovi modelli di informativa e di consenso. Modelli che, descrivendo meglio le caratteristiche del servizio e puntualizzando le scelte in base ad una più compiuta analisi dei rischi, hanno superato le criticità evidenziate dall’Ufficio del Garante. Positivi i giudizi anche sulle modifiche introdotte nella valutazione di impatto. Particolarmente apprezzata - conclude l'Ufficio del Garante - la puntuale valutazione delle tipologie di accessi al pronto soccorso per le quali la Asl non intende proporre il servizio all’assistito (ad esempio gravità delle condizioni cliniche o possibilità che queste siano derivate da episodi di violenza) e la scelta di non indicare nel dettaglio la tipologia di visita specialistica effettuata in Pronto soccorso.