Fvg, progetto ricerca Aas2 e Fondazione Carigo su Hpv e tumori


  • Adnkronos Salute
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Gorizia, 29 apr. (AdnKronos Salute) - La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto con l’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 2 Bassa Friulana-Isontina, ha finanziato un progetto triennale per la ricerca e la prevenzione di specifiche tipologie di carcinoma che insorgono nella popolazione maschile. Nell’ambito di tale progetto, dal titolo "Valutazione della ricaduta vaccinale anti-Hpv nella popolazione Msm afferente al centro Mst-Aids dell’Aas n. 2 Bassa Friulana-Isontina", volto alla prevenzione e alla ricerca su carcinomi la cui insorgenza è connessa nell’80% dei casi alla presenza di genotipi ad alto rischio oncogeno Hpv - è stata adesso assegnata una borsa di studio al ricercatore che nel concreto si occuperà di tale studio.

Questo progetto - si legge in una nota - è frutto di un nuovo percorso in ambito sanitario che la Fondazione Carigo, sotto la presidenza di Roberta Demartin, ha intrapreso dal 2018 per ottimizzare il suo impegno e le risorse da destinare nel settore socio-sanitario. Il protocollo impegna per il futuro le parti a perseguire una forte integrazione tra le istituzioni sanitarie e sociali, il volontariato e l’associazionismo per lo sviluppo di reti di protezione, di accoglienza ed accompagnamento alle cure.

Il Papillomavirus (HPV) è il virus a trasmissione sessuale di più frequente riscontro ed è causa non solo di carcinoma della cervice uterina, ma anche di altre patologie del tratto anogenitale, sia benigne che maligne come condilomi, carcinoma del pene, della vulva, della vagina e dell’ano. Lo studio prevede un lavoro di gruppo che coinvolge figure multi-specialistiche coordinate dal dermatologo. L’analisi sarebbe effettuata sui tamponi ano-rettali prelevati in maniera non invasiva e senza precedente preparazione del paziente. Questo studio, una volta portato a termine, oltre ad avere una ricaduta nazionale, potrebbe essere argomento di pubblicazione su riviste internazionali essendoci pochissimi studi inerenti la popolazione Msm vaccinata per Hpv ed il rischio di acquisire un carcinoma anale.