Fumo e rischi connessi: la parola agli operatori sanitari


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Anche tra i professionisti sanitari impiegati in un centro oncologico specializzato la prevalenza dei fumatori rimane elevata, seppur inferiore a quella della popolazione generale. Lo dimostrano i risultati del sondaggio portato a termine dai ricercatori dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari guidati da Daniela Bafunno, primo nome di un articolo pubblicato sul Journal of Community Health. “Il sondaggio è stato condotto tra gli operatori sanitari e gli impiegati del nostro istituto oncologico, dove dal 2017 è attivo anche un servizio per la cessazione del fumo. Lo scopo era valutare la prevalenza del fumo, le ragioni che hanno portato gli ex-fumatori a smettere, la conoscenza delle misure di controllo del tabacco e dei danni del fumo passivo” spiegano gli autori, che nello studio hanno coinvolto 104 persone. I dati ottenuti sono stati poi confrontati con quelli emersi da un precedente sondaggio, condotto prima che venissero adottate le attuali politiche anti-fumo nell’Istituto pugliese.

E a conti fatti la prevalenza dei fumatori tra il personale che ha risposto al sondaggio è risultata pari al 17,8%, di poco inferiore al 22% registrato nella popolazione generale italiana. Sempre in base a dati auto-riferiti dagli stessi partecipanti, la percentuale degli ex-fumatori si è attestata al 26,2% e quella di chi non ha mai fumato al 56%. “Rispetto ad altri sondaggi italiani, questa prevalenza è più bassa. Forse il fatto di lavorare in un centro oncologico si associa a una maggior consapevolezza dei rischi legati al fumo” affermano i ricercatori, ricordando però che, nonostante le regole anti-fumo, il 63,2% degli intervistati ha riferito di fumare nelle ore di lavoro e il 30% dei non fumatori risulta esposto a fumo passivo. Bafunno e colleghi ricordano inoltre che la preparazione, la consapevolezza e l’esempio del personale sanitario, in particolare dei medici, sono fondamentali per poter indurre anche i pazienti a rinunciare alla pericolosa abitudine al fumo. “Gli operatori sanitari svolgono un ruolo davvero importante in questo senso ed è fondamentale estendere le leggi anti-fumo ed educare il personale ospedaliero” commentano gli autori, sottolineando che in base ai dati del sondaggio, sembra che le attuali strategie per contrastare l’abitudine al fumo non abbiano avuto un completo successo. “Servono ulteriori interventi che promuovano la cultura della salute” concludono.