Frati (Neuromed), 'su riforma Irccs fretta non è stata buona consigliera'

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Roma, 30 set. (Adnkronos Salute) - Sulla riforma degli Irccs, in particolare per quanto riguarda il decreto attuativo approvato nei giorni scorsi e che comincia il suo iter legislativo, "la fretta non è stata buona consigliera". Lo sostiene Luigi Frati, direttore scientifico Neuromed, Istituto neurologico mediterraneo, Irccs di Pozzili (Is) che, all'Adnkronos Salute, spiega i punti su cui il riordino delle strutture di eccellenza italiane, i cosiddetti 'super ospedali' che conciliano assistenza e ricerca di alta qualità, non abbia centrato - nel provvedimento di attuazione della delega approvato dal Cdm di mercoledì - gli obiettivi che la legge di riforma, inserita nel Pnrr si poneva. In particolare per quanto riguarda il divario regionale nel nostro Paese.

"Il decreto legislativo - ribadisce Frati - è stato fatto in grande fretta. Forse un approfondimento maggiore sarebbe stato opportuno anche perché, rispetto alle aspettative, mancano dei pezzi. Teniamo conto che la legge nasce all'interno del Pnrr, che ha due obiettivi: uno è quello di elevare la competività anche tecnologica del Paese. E su questo la legge di riforma e il decreto legislativo sono sostanzialmente in linea. Poi, però, c'è il secondo aspetto che è quello di diminuire il divario Nord-Sud, tema su cui il decreto legislativo non dice nulla". Per Frati, in particolare,"non c'è una specifica norma di programmazione. Per esempio, noi abbiamo, un Irccs pediatrico nel Nord Est, il Burlo Garofalo. A Nord Ovest c'è il Gaslini di Genova. Due sono al Centro: il Meyer a Firenze e il Bambino Gesù a Roma. Nessuno al Sud. Su questo manca una risposta all'obiettivo di diminuire il divario tra Nord e Sud".

Secondo il direttore scientifico di Neuromed, "sarebbe stato opportuno un articolo programmatico per far sì che qualche istituzione del Sud possa divenire eccellenza. A Napoli abbiamo eccellenze nell'assistenza pediatrica, bisogna far in modo che lo diventino anche nella ricerca in modo da dotare anche il Meridione un Irccs pediatrico. Su questo il decreto non dice nulla".

L'impianto della legge di riforma e del decreto attuativo, invece, "sono abbastanza in linea per quanto riguarda invece il miglioramento della competitività, anche tecnologico, del Paese", rimarca.

Per Frati, inoltre, "il decreto avrebbe dovuto anche richiamare la norma che disciplina le prestazioni fuori Regione. C'è un fondo per le prestazioni di alta specializzazione che però non copre necessariamente tutte le possibili altre prestazioni non complesse che potrebbero presentarsi in un ricovero. Un problema che può creare equivoci e conflitti. Su questo, quando ci sarà il passaggio del decreto in Parlamento, chiederò che venga introdotta una norma ad hoc perché quando le indicazioni non sono chiare si creano problemi. Si tratta di un richiamo importante".

Sul piano dei nuovi criteri previsti per l'accreditamento degli Irccs di fatto "si mette, nella maggior parte dei casi, in legge quello che di fatto si sta facendo nel nostro Istituto e in molti altri. E' un 'cambio' molto positivo perché dà certezza. Ma ci potrebbero essere strutture che si troveranno in grandi difficoltà. Anche su questo sarebbe utile una norma di accompagnamento, oggi mancante, in cui si dice alle strutture in difficoltà che non saranno chiuse ma supportate per adeguarsi. Dovrebbe essere previsto un affiancamento normativo nella fase di passaggio", conclude.