Fp Cgil, 'per i medici di famiglia meglio dipendenza da Ssn'

  • Univadis
  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 13 giu. (Adnkronos Salute) - "I fatti stanno dimostrando che per i medici di medicina generale sarebbe stato meglio entrare a pieno titolo in un servizio socio-sanitario pubblico e statale, come dirigenti al pari dei colleghi ospedalieri". Ad affermarlo è il coordinatore nazionale della Fp Cgil medici di medicina generale, Giorgio Barbieri, riferendosi alla recente proposta dell'assessore al Welfare e vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti, di utilizzare infermieri come supplenti dei medici di famiglia, insieme alle indiscrezioni sulla riforma delle cure primari. "Entrare a pieno titolo in un servizio socio-sanitario pubblico e statale - osserva Barbieri - ci avrebbe finalmente messo nelle condizioni di far funzionare al meglio i servizi attorno al cittadino perché integrati, consentendo a noi di lavorare con meno stress e maggiore soddisfazione, garantiti da diritti e tutele".

Inoltre, "come Fp Cgil medici di medicina generale ci chiediamo dove sono quei sindacati che hanno sempre rivendicato l’impegno di difendere i medici di medicina generale strenuamente dal mostro della dipendenza e invece ora scopriamo che li stanno conducendo verso una strada oggettivamente peggiorativa anche rispetto alla libera professione? Con sempre maggiori disservizi per i cittadini e noi a 'isorisorse' sempre più oberati di scartoffie. Non dico vergogna, ma davvero nessuno prova un poco di imbarazzo?".

Per Barbieri è giunto il tempo di reagire, "di rispondere al progetto di para-subordinazione. I sindacati di categoria maggiormente rappresentativi, con la resistenza al cambiamento dimostrata e l’opposizione al passaggio alla dipendenza, rischiano di smarrire la visione di sistema, di futuro, e l’attitudine a tutelarci. I medici di medicina generale hanno davvero animo di subire ancora?", conclude Barbieri.