Fnomceo, 'rivoluzione cure primarie con equipe infermiere di famiglia-medico'


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Roma, 12 mag. (Adnkronos Salute) - "Al ministro della Salute, Roberto Speranza, ringraziandolo per l’apprezzamento e per l’impegno che sempre dimostra nei confronti di medici e infermieri, chiediamo il coraggio di superare i vecchi schemi e introdurre, anche sul territorio, il lavoro in equipe: l’infermiere di famiglia, in equipe con il medico, costituisce, infatti, la vera rivoluzione delle cure primarie". E' la richiesta che arriva dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli, in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere, che quest’anno ricorre nel duecentesimo anniversario della nascita di Florence Nightingale e nel corso dell’anno dedicato agli infermieri e agli ostetrici dall’Oms.

Dal leader Fnomceo dunque, un messaggio di augurio e ringraziamento per l’operato degli infermieri, ma anche un’esortazione, rivolta al governo, ad investire sul 'capitale umano', per rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale. "Auguri a tutti gli infermieri, in questo giorno di triplice festa, che celebra il loro ruolo, comune a tutti i professionisti sanitari, di custodi e garanti, in maniera uguale, universalistica e solidale, del diritto costituzionalmente protetto alla tutela della salute", è il ringraziamento di Anelli. "A loro, e a tutti gli altri operatori sanitari e sociali, il nostro grazie, per l’abnegazione, la generosità con cui, sempre e in maniera particolare nel corso della pandemia di Covid-19, hanno profuso e continuano a profondere il loro impegno e le loro forze, sino al sacrificio estremo”.

"Il riconoscimento della loro generosità, professionalità, dedizione, responsabilità e umanità va ora tradotto in un sostegno lungimirante e duraturo - prosegue Anelli - È tempo di investire per rafforzare il Ssn, e questo può essere fatto solo puntando su quello che il ministro della Salute, Roberto Speranza, definisce il 'capitale umano'. È tempo di rilanciare le cure domiciliari - esorta - incrementando, sul territorio, lo spiegamento di risorse umane, strumentali, organizzative, economiche, per portare a compimento la lotta contro il Covid-19".

“Questo - sottolinea Anelli - può essere fatto creando, sul territorio appunto, equipe dove medici e infermieri operino gli uni a fianco degli altri, impegnando le loro peculiari competenze, che derivano dagli specifici percorsi formativi, e le loro migliori professionalità, per sviluppare percorsi sinergici, efficienti ed efficaci, al servizio dei cittadini".

"Questa idea, semplice e rivoluzionaria insieme - afferma il presidente Fnomceo - renderebbe finalmente pienamente attuabile la diagnostica di primo livello negli ambulatori della medicina generale, impossibile senza l’apporto degli infermieri. Agevolerebbe inoltre l’erogazione di terapie iniettive in ambulatorio o a domicilio, le vaccinazioni, il monitoraggio dell’aderenza terapeutica, l’educazione sanitaria sul territorio, l’effettuazione di medicazioni e altre prestazioni domiciliari o ambulatoriali, in stretto coordinamento con il medico di Medicina generale, che ne ha la responsabilità clinica", conclude.