Fnomceo, Parlamento approvi subito Ddl sicurezza operatori


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Roma, 14 feb. (AdnKronos Salute) - Il Parlamento "arrivi a una celere approvazione" del Ddl sulla sicurezza degli operatori sanitari e socio-sanitari "superando ogni ideologia di parte e ogni arroccamento su prese di posizione che possono sì avere una ragion d'essere, ma che vanno abbandonate in nome di un fine superiore". E' l'esortazione della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, che per voce del suo presidente, Filippo Anelli, lancia un appello all'unitarietà per una celere approvazione, esprimendo "soddisfazione per la conclusione, da parte delle Commissioni riunite Giustizia e Affari sociali della Camera, dell'esame del Ddl".

"Ringraziamo innanzitutto il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il sottosegretario Sandra Zampa - afferma Anelli in una nota - per aver ascoltato con attenzione le istanze delle professioni. Un grazie anche all'ex ministro Giulia Grillo che volle fortemente questo provvedimento". Da qui l'appello al Parlamento per una celere approvazione, perché "avere finalmente una legge contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari significa proteggere un milione e mezzo di professionisti che dedicano la loro vita a curare i cittadini".

"Questo non sarà forse il miglior provvedimento possibile . osserva Anelli - ma risponde adeguatamente alla richiesta di tutela da parte degli operatori, grazie all'inasprimento delle pene e all'introduzione della procedibilità d'ufficio per alcuni reati. Spesso infatti le vittime non denunciano, per timore di ritorsioni, per non portare allo scoperto inadeguatezze strutturali, per poter portare a compimento il turno di lavoro".

"Bene, infine, l'introduzione di sanzioni amministrative, la ratificazione dell'Osservatorio, la promozione della formazione per i professionisti e dell'informazione ai cittadini e l'istituzione di una Giornata contro la violenza sugli operatori. Un provvedimento di forte valore simbolico, che risponde all'esigenza di una svolta culturale, che riporti il cittadino a rispettare chi è lì per lui, per curarlo e difendere la sua salute e il suo benessere", conclude il presidente Fnomceo.