Fnomceo, in 'Sunshine Act' inserire richiami al Codice dei medici


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Roma, 11 lug. (AdnKronos Salute) - Un appello affinché la Commissione Igiene e sanità del Senato, impegnata nell’esame del Ddl sulla trasparenza - il cosiddetto 'Sunshine Act' - approvi gli emendamenti che riprendono le indicazioni del Codice di deontologia medica. A lanciarlo il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli. Ascoltata lo scorso ottobre in audizione alla Camera, la Fnomceo aveva già rilevato che il Codice di deontologia medica contempla già disposizioni in materia di conflitto di interessi.

L’articolo 30 (dedicato a conflitto di interessi) prevede infatti "che il medico eviti 'qualsiasi condizione di conflitto di interessi nella quale il comportamento professionale risulti subordinato a indebiti vantaggi economici o di altra natura. Il medico dichiara le condizioni di conflitto di interessi riguardanti aspetti economici e di altra natura che possono manifestarsi nella ricerca scientifica, nella formazione e nell’aggiornamento professionale, nella prescrizione diagnostico-terapeutica, nella divulgazione scientifica, nei rapporti individuali e di gruppo con industrie, enti, organizzazioni e istituzioni, o con la Pubblica Amministrazione, attenendosi agli indirizzi applicativi allegati'. L’articolo 31 (sugli accordi illeciti nella prescrizione) dispone poi che al medico sia vietata ogni forma di prescrizione concordata che possa procurare o procuri a sé stesso o a terzi un illecito vantaggio economico o altre utilità".

"Siamo certamente favorevoli alla massima trasparenza e ad eliminare ogni dubbio su interessi meno che leciti nel rapporto tra medici e aziende farmaceutiche, trasparenza che il nostro stesso Codice già impone - spiega Anelli - Al tempo stesso non possiamo accettare che passi una cultura di criminalizzazione e di pregiudizio nei confronti della intera categoria professionale medica, che rischia di incrinare il rapporto di fiducia che esiste tra medico e paziente e non è certamente funzionale al sistema salute. L’inserimento nel testo normativo dei riferimenti al Codice di deontologia medica sarebbe per noi riconoscimento dell’importante ruolo di garanzia, di solidarietà e di rispetto dei valori umani che sono chiamati a svolgere, a tutela del paziente e del nostro imprescindibile dovere di svolgerlo secondo scienza e coscienza".

Due gli emendamenti che richiamano il Codice di deontologia medica: l’emendamento 1.2, a firma Errani, De Petris, Grasso, Laforgia e Defalco e l’1.3, presentato da Rizzotti, Stabile, Binetti e Siclari.