Fnomceo, 'Cdm su ristori a colleghi morti sana grave ingiustizia'

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Milano, 18 feb. (Adnkronos Salute) - Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale Ordini dei medici, esprime "soddisfazione per l'intervento del Governo che, a quanto si apprende, ha messo all'ordine del giorno oggi, in Consiglio dei ministri, il finanziamento di un fondo destinato alle famiglie dei medici e odontoiatri morti per Covid e privi di copertura Inail. E' una questione di giustizia, un fatto etico prima ancora che economico", afferma in una nota il numero uno della Fnomceo, ringraziando "il ministro della Salute Roberto Speranza e la ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti, che facendosi interpreti della richiesta da noi avanzata hanno preso a cuore la causa e se ne sono fatti promotori, il presidente del Consiglio Mario Draghi e il Governo tutto".

Sono 370 i medici e gli odontoiatri morti durante la pandemia, ricorda la Federazione Ordini: di questi, 216 erano medici di famiglia, del 118, guardie mediche, specialisti ambulatoriali, liberi professionisti; 30 gli odontoiatri. "Si viene così a sanare una grave ingiustizia - sottolinea Anelli - che vedeva abbandonate a se stesse circa 250 famiglie, che al dolore per la perdita aggiungevano la tribolazione economica. Mentre infatti i medici dipendenti hanno copertura Inail, questo non vale per i liberi professionisti e per medici convenzionati, che costituiscono oltre la metà dei medici scomparsi. Nessun risarcimento da parte dello Stato è andato quindi a queste famiglie, che hanno pagato il prezzo più alto per il bene di tutti noi, degli oltre 10,7 milioni di guariti e dell'intero Paese".

"Questi 250 medici - evidenzia ancora il presidente Fnomceo - hanno pagato quei valori di prossimità, vicinanza, fiducia che informano la nostra medicina del territorio. Sono morti per portare a termine la loro missione, quella di curare e rimanere accanto al malato. Anche se mancava tutto, se le mascherine non si trovavano, se i guanti erano finiti. E' questo che è successo al nostro Roberto Stella, primo medico a cadere, e a quelli che sono venuti dopo di lui fino all'ultima vittima, Edward Haiek, anche lui, come Stella, medico di medicina generale. E' giusto che lo Stato riconosca il loro valore e provveda alle famiglie che ce li hanno donati".

"Ringraziamo l'Enpam, l'Ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri, che si è fatto carico di qualche aiuto; la Fondazione Diego Della Valle, per aver avviato una raccolta fondi; l'Onaosi, per aver aperto anche agli orfani dei sanitari caduti non contribuenti, permettendo loro di studiare nel collegio unico di Perugia, grazie anche a una donazione fatta all'Ammi, l'associazione delle mogli dei medici", elenca Anelli.

"Sono tutte iniziative meritorie - rimarca - ma era giusto far sentire, finalmente, la voce dello Stato".