Fnomceo, assunzione medici in pensione preludio default Ssn


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Roma, 26 mar. (AdnKronos Salute) - "L’utilizzo di medici in pensione credo rappresenti il preludio del default del nostro Servizio sanitario nazionale". E' il commento di Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) alla delibera approvata oggi nella seduta di giunta della Regione Veneto, con la quale si autorizzano i direttori generali delle Ulss ad assumere a tempo determinato medici in pensione, per garantire i livelli essenziali di assistenza in caso di carenza di specialisti. Una risoluzione che segue quella presa alcuni giorni fa dal Molise, e che, secondo Anelli, "non è altro che la cronaca di una morte annunciata: quella del Ssn".

"Queste delibere non ci stupiscono - spiega il presidente Fnomceo - Già alcuni anni fa, come Ordine dei Medici di Bari, lanciammo una campagna che, con un pizzico di provocazione, profetizzava che saremmo stati presto curati da medici centenari. Non è più il tempo di misure tampone – continua Anelli -decisioni come queste possono essere accettabili se si ragiona in termini globali, altrimenti diventano pannicelli caldi. La soluzione è una e una sola: mettere ai primi posti dell’agenda politica la sanità".

"Occorre un finanziamento straordinario, un vero e proprio 'Piano Marshall' per sostenere il Servizio sanitario nazionale – auspica Anelli - finanziando la formazione post lauream, migliorando le condizioni di lavoro del personale sanitario e colmando le disuguaglianze. Diamo subito diecimila borse ai medici intrappolati nell’imbuto formativo – esorta - e, tra cinque anni, avremo diecimila tra specialisti e medici di medicina generale, risolvendo in parte la carenza che già oggi fa sentire i suoi primi effetti, e che sta per diventare drammatica". Saranno infatti, 16.500, secondo le proiezioni del sindacato Anaoo-Assomed, gli specialisti che mancheranno all’appello nel 2025.

"I direttori generali di Asl e Ospedali faticano a trovare personale - continua Anelli - come sempre meno medici vogliano entrare nel Servizio sanitario nazionale, che rischia dunque il collasso. Serve più attrattività per il pubblico: occorre il rinnovo rapido del contratto nazionale, maggiore meritocrazia e maggior rispetto per l’autonomia dei medici, anche attraverso la riduzione dell’influenza della politica nella scelta dei ruoli apicali della professione".

"Il terzo obiettivo specifico del piano Marshall per la sanità, presupposto indispensabile a ogni progetto di autonomia - conclude - è la riduzione delle disuguaglianze tra le regioni e, in maniera particolare, del divario in termini di strutture, personale, mezzi e ricerca. Occorre agire, e agire subito: le risposte non sono più rinviabili, o ci ritroveremo prima curati da medici centenari, poi senza medici e, alla fine, senza Ssn".