Fnomceo, '70% in regola con formazione, tavolo con Schillaci su Ecm'

  • Univadis
  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 9 nov. (Adnkronos Salute) - "Per la formazione obbligatoria dei medici quest'ultimo triennio è stato difficile perché, causa pandemia, molte iniziative sono state bloccate e sono diminuite in modo netto le attività formative realizzate dalle strutture pubbliche, ma rispetto al passato è in atto una vera e propria 'rimonta'. E grazie a questo recupero da parte dei medici, stimiamo che 7 su 10 risulteranno in regola al 31 dicembre 2022 con i crediti formativi richiesti per raggiungere la certificabilità. Una percentuale sicuramente più alta del triennio precedente, il che è un ottimo segnale". Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, riferisce all'Adnkronos Salute le stime sul rispetto degli obblighi Ecm alla scadenza del triennio 2020-2022, auspicando un tavolo sul tema con il ministro della Salute Orazio Schillaci, "per prevedere nuovi meccanismi di premialità o penalizzazione", "sul solco di quanto già normato dal Parlamento".

Dal prossimo triennio 2023-2025, infatti, come previsto dalla recente normativa del 2021, chi non è in regola con almeno il 70% dei crediti previsti dal programma di formazione continua in medicina (Ecm) non sarà protetto dalla copertura assicurativa in caso di contenzioso. "Questa legge - commenta Anelli - è stata molto importante perché ha sollecitato moltissimo il percorso di riconoscimento dei crediti e, a mio avviso, ha anche cambiato molto la prospettiva, su cui io vorrei ragionare con il nuovo ministro Schillaci e con la nuova Commissione Ecm, appena si insedierà, perché forse più che le sanzioni servono incentivi per ottenere un buon risultato sul piano della certificabilità".

Il concetto che deve passare, secondo il presidente Fnomceo, è che "l'esercizio della professione medica è sicuramente possibile con l'abilitazione post laurea, ma conseguentemente non può fare a meno della certificazione delle competenze ogni 3 anni. Penso che tale passo in avanti nell'ultimo triennio si è fatto, ora dobbiamo affrontare questa nuova sfida, aperta dal Parlamento, anche con una riflessione che dovrà fare la Commissione Ecm sui meccanismi di penalizzazione o di premialità da applicare per chi raggiunge la soglia del 70% dei crediti. Dal ministro, che è anche presidente della Commissione Ecm, ci aspettiamo un'indicazione politica".

"L'idea è di trovare strumenti che invoglino a fare formazione, così come va recuperata la formazione sul campo e snellite una serie di procedure, poiché - sostiene Anelli - il meccanismo della Commissione Ecm è abbastanza 'barocco'. Molti interventi sono stati fatti - conclude - ma credo che, se continuiamo su questa strada, si possa aggiornare e soprattutto semplificare il processo formativo e il riconoscimento delle competenze dei colleghi".