Firenze, Progetto tumori cerebrali debutta a Careggi


  • Adnkronos Salute
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Firenze, 1 ott. (AdnKronos Salute) - Il Progetto tumori cerebrali debutta a Careggi con "un primo intervento eseguito dalla Neurochirurgia diretta da Alessandro Della Puppa - annuncia l'azienda ospedaliero-universitaria di Firenze - in cui la massa tumorale è stata individuata e asportata con estrema precisione grazie all'utilizzo contemporaneo, fra i primi casi in Europa, di due tecniche di tracciamento del tessuto cerebrale malato mediante fluorescenza".

"Sono circa 6 mila in Italia, di cui oltre 300 in Toscana - ricorda Della Puppa - le persone alle quali ogni anno viene diagnosticato un tumore cerebrale e che potrebbero trarre beneficio dall'utilizzo della fluorescenza intra-operatoria. La tecnica è stata impiegata nei giorni scorsi a Careggi, in uno dei primi interventi, consentendo la completa asportazione di una voluminosa massa tumorale cerebrale. La capacità di evidenziare il tessuto neoplastico da quello sano, e la favorevole collocazione della lesione, hanno consentito di portare a termine l'intervento senza provocare deficit neurologici post-operatori. Attualmente - precisa l'esperto - sono disponibili due tipi di fluorescenza utilizzabili in neurochirurgia per tracciare il tumore nel cervello durante l'intervento chirurgico: l'acido 5-aminolevulinico (5-Ala) che reagisce alla luce blu, e la fluoresceina sodica che si attiva con la luce gialla. Queste sostanze sono state somministrate al paziente e hanno permesso di intervenire con precisione sul tessuto malato reso riconoscibile al microscopio operatorio".

"Careggi - evidenzia Della Puppa - non solo è tra i pochi ospedali in Italia a utilizzare la tecnica della fluorescenza, ma è anche fra i pochi centri in Europa in grado di utilizzare entrambe le metodiche, scegliendo la più efficace a seconda del caso e talvolta di utilizzarle in modo sinergico, simultaneamente nello stesso intervento, come dimostrato nello studio pubblicato nel 2019 sulla rivista scientifica 'World Neurosurgery'. E' documentato da studi internazionali come l'utilizzo della fluorescenza consenta non solo di aumentare, fino a raddoppiare nel caso del 5-Ala, il grado di asportazione del tumore rispetto alla chirurgia tradizionale, ma anche e soprattutto di allungare la sopravvivenza del paziente e di ritardare la recidiva della malattia".